Ci sono luoghi che non sembrano appartenere al nostro pianeta. Sembra di essere in un film, in un sogno o in una leggenda. L’Ovest degli Stati Uniti è un susseguirsi di canyons infiniti, di rocce che si tingono d’oro al tramonto, deserti di sale e cieli stellati.
Ho percorso quelle strade con un cuore pronto a lasciarsi sorprendere: questo articolo è il mio itinerario attraverso i parchi dell’Ovest, un viaggio che profuma di avventura e libertà.
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Cosa sapere prima di partire
Come per ogni itinerario on the road anche per il viaggio nei parchi dell’Ovest americano è necessario fare delle scelte: è inutile girarci intorno, non è possibile visitare tutto il visitabile, almeno non nei tempi standard delle classiche ferie italiane.
Se volete consultare il nostro itinerario completo nell’Ovest degli Stati Uniti, per trarre qualche spunto sulle tempistiche generali, e alcuni consigli pratici e organizzativi vi rimando al mio post dedicato.
Un consiglio su tutti:
-Non fate l’errore di programmare la visita di due parchi nello stesso giorno! Le distanze sono enormi, i parchi bellissimi e vasti, e rischiereste di non viverveli a pieno.
-Se avete intenzione di visitare almeno tre parchi vi conviene acquistare la tessera annuale di entrata a tutti i parchi nazionali USA: America the Beauty al costo di 250$ per auto, che potrete pagare direttamente all’entrata di ogni parco ai rangers. Considerate che l’entrata singola a un solo parco costa in media 30$ / auto, quindi fare i conti è semplice. Attenzione perché i parchi delle riserve navajo, non sono compresi in questa lista, quindi in quanto privati, devono essere pagati a parte, fanno parte di questa lista Monument Valley, Valley of Fire, Horseshoe band, Deadhorse point.
Caso a parte per l’Antilope Canyon, il cui accesso è possibile solo tramite visita guidata, da prenotare online.
Per un viaggio on the road nei parchi nazionali non potrete fare a meno di un auto a noleggio. Vi lascio il link per la prenotazione con il nostro sito online preferito, ovvero DiscoverCars.
Detto questo troverete comunque tutti i dettagli sul sito ufficiale dei parchi americani NPS, che vi consiglio di consultare sempre, prima per organizzare il viaggio e durante il viaggio stesso, per essere aggiornati su tutte le novità.
I parchi nazionali della California: cosa fare e i luoghi da non perdere
Parlavamo di scelte di visita, ecco il nostro itinerario e i parchi che abbiamo scelto. Il nostro on the road inizia in California, per proseguire in Utah e infine terminare Arizona. Tre stati per nove parchi visitati, uno diverso dall’altro, ognuno con un fascino unico e irripetibile.
Visitare lo Yosemite NP: la potenza della natura

La prima cosa che dovete sapere è che la Yosemite è uno dei parchi per cui dovete prenotare l’entrata in alta stagione. Nei mesi estivi da aprile a ottobre serve un permesso per guidare nel parco dalle h. 5.00 alle h. 16.00. Per i dettagli di prenotazione potete controllare direttamente sul sito dei parchi.
La seconda cosa che dovete sapere: preparatevi a un’esplosione di meraviglia, qui vi sentirete piccolissimi di fronte alla prorompenza della natura che vi circonda.
Ma cosa fare e cosa vedere nello Yosemite National Park? E’ il parco delle cascate roaboanti, degli incredibili picchi di granito, delle altissime vette. Qui la rigogliosità della natura vi lascerà senza fiato.
Il nostro itinerario parte dal Centro Visitatori, punto importante per comprendere come organizzare la visita, visto che il parco è immenso e non è facile scegliere le mete giuste. Un elemento fondamentale per la scelta dell’itinerario: la Tioga Road!
Questa bellissima strada panoramica attraversa tutto il parco e vi permette di evitare la Sierra Nevada e risparmiare molti chilometri. Se visitate il parco nei mesi estivi , da aprile a settembre, è sicuramente aperta e potrete godere di magnifici punti panoramici:
- passeggiata facile e breve fra le Sequoie giganti di Toulumne Grove
- Panorama a Olsted Point
- Altra stupenda passeggiata sul Tenaya Lake.

Se, come nel nostro caso, la Tioga Road è chiusa per neve, ( a maggio ancora c’erano alcuni tratti non percorribili ), dovrete optare per un percorso alternativo, che, vi assicuro, non toglie niente alla magnificenza dello spettacolo naturale. Ecco quindi i punti salienti da non perdere entrando da est ( per tutti coloro che arrivano quindi da Sam Francisco ):
*Lower Yosemite Fall vista point a cui si accede da un semplice sentiero su passerella ( circa 30 minuti )
*Mirror Lake loop dal parcheggio del Visitor Center parte un sentiero semplice di 3.2 Km per raggiungere il lago.
*Bridalveil Fall Trail: Dal suo parcheggio con un semplice trekking di 800 metri si raggiunge questa cascata stupenda, vi lascerà senza parole.
*Cathedral Beach Pic nic area, una stupenda area pic nic sulle rive del fiume, dove potrete rilassarvi e consumare il vostro pranzo al sacco all’ombra dei picchi di granito.
*Sentinel Bridge, famoso punto panoramico da dove potrete godere di una vista stupenda su Half Dome e Yosemite Fall.
*Half Dom , sentiero impegnativo se avete più tempo e se siete allenati su una delle vette regine del parco.
A fine visita o percorsi noi abbiamo ripreso l’auto e ci siamo diretti verso sud, ma prima di uscire dal parco non ci siamo fatti mancare altre due fantastiche soste sulla splendida scenic drive:
*Tunnel View: famosissimo belvedere con una spettacolare vista sulle quattro attrazioni top : Half Dome, El Captain, Briteveil Fall, Glacier Point.

E infine, quasi al termine della Wanona Road, le Mariposa Grove , passeggiata in un piccolo bosco di sequoie giganti , che ci hanno preparato alla meta successiva: il King & Sequoia National Park.
Kings & Sequoia National Park: i giganti della Sierra Nevada

Non ero proprio preparata a questa meraviglia. Abbiamo deciso all’ultimo momento di visitare il Kings & Sequoia NP, scendendo da Fresno, e ne siamo rimasti affascinati.
La giornata non era delle migliori, nevischio e pioggia, temperatura tre gradi, ( a Maggio ), ma il tutto non ha fatto altro che aumentare la magia: i giganti nella nebbia, come in una fiaba, ci hanno ammaliato totalmente.
Provenendo da Nord abbiamo deciso di entrare dal Kings Canyon NP , i due parchi infatti sono collegati da una scenic drive interna, e fra i due visitor center ci sono circa 30 minuti di auto.
Prima tappa obbligatoria il Grant Grove Village, dove si possono acquisire informazioni dettagliate e preziose dai rangers per la visita.
Seconda tappa: il General Grant Grove , bosco disseminato di maestosi giganti, famoso perché qui si trova il General Grant Tree ( nella foto ), che è stato eletto l’albero di Natale ufficiale americano.
Dal Kings partono diversi sentieri per tutti i livelli di difficoltà, molti però a inizio maggio erano ancora chiusi, quindi noi abbiamo dovuto rinunciare. Sicuramente i ranger vi daranno cartine e maggiori informazioni a riguardo.
Scendendo lungo la Scenic drive interna fermatevi ad alcuni punti panoramici, che se trovate una bella giornata ( al contrario di noi ) vi farà scattare foto meravigliose, come il Redwood Montain Overlood e il Kings Canyon Overlook.

Arrivati nel primo pomeriggio al Sequoia NP , non ci siamo fatti scoraggiare dal maltempo e abbiamo intrapreso lo Sherman Tree Trail, un percorso all’interno della foresta di enormi sequoie secolari, ( il Giant Forest ) che conduce alla star incontrastata di tutto il complesso: il General Sherman Tree.
Questa assoluta meraviglia della natura è l’organismo vivente più grande del pianeta! Alta quasi 84 metri, diametro fusto 11 metri ( incredibile! ) estensione media della chioma 32 metri, la gigantessa ci ammalia per la sua fulgida e secolare bellezza! Avete mai sentito l’energia delle piante? Provate ad abbracciare una sequoia gigante, è una sensazione stupenda, non la dimenticherete!

Avremmo voluto anche percorrere il trail per Moro Rock, un bellissimo punto panoramico, raggiungibile con un percorso in salita di circa un chilometro, ma il tempo non accennava a migliorare e non sarebbe stato un percorso sicuro: non ve lo perdete, se avete più fortuna di noi!
Abbiamo quindi gironzolato per la foresta, facendo visita alle Parker Group Sequoias, un gruppo di sequoie molto vicine fra loro, e siamo passati con l’auto sotto il famoso Sequoia National Park tunnel log, bellissimo passaggio sotto una sequoia caduta. A metà pomeriggio abbiamo dovuto nostro malgrado lasciare la foresta magica: ci aspettavano due ore e mezza di strada per raggiungere la nostra destinazione per la notte. Per i dettagli sull’itinerario completo visita il mio post dedicato.
Death Valley National Park: tappe imperdibili nella terra degli estremi

Dalle sequoie giganti del Sequoia NP ai meno tre gradi della Sierra Nevada si passa ai 40 gradi ( a maggio ) e al bianco delle dune di sabbia della Death Valley. La varietà dei parchi americani è davvero un fenomeno unico.
Nel suo nome c’è tutto quello che si vede: la Death Valley è davvero una distesa brulla e senza vita, un deserto assoluto ed estremo. Se devo essere onesta è il parco che mi è piaciuto di meno, ma questo non significa che non abbia alcuni aspetti unici e affascinanti da vivere. E’ un parco molto vasto, noi abbiamo impiegato circa 4 ore attraversandolo da ovest verso est. E’ anche piuttosto dispersivo, ma non temete, ho preparato una lista di tappe imperdibili e rappresentative.

Prima di entrare organizzatevi facendo scorte di acqua, cibo, e benzina, perché non troverete molti punti di rifornimento all’interno del parco.
Partendo dal cartello d’entrata, primo must per un selfie d’effetto, proseguite per alcuni chilometri fino ad arrivare al primo punto panoramico: il Father Crowly Vista Point.
Riprendete la HWY 190 viaggiando fra canyon scolpiti e dune di sabbia per diverse miglia. Lungo la strada fermatevi ad ammirare il panorama dal Mesquite Flat Sand Dunes e , se il caldo ve lo permette, addentratevi nel percorso in mezzo alle dune: un bellissimo assaggio di deserto.
Dirigetevi poi verso il Furnace Creek Visitor Center, e visitate prima di arrivare le vecchie miniere di bauxite dell’Harmony borax works. Il centro visitatori è uno dei pochi luoghi in cui potrete fare scorta di acqua, comprare qualche souvenir e prendere una mappa.
Dopo una pausa dirigetevi in una delle tappe più famose: il Badwater Basin. Si tratta del punto più basso di tutti gli Stati Uniti, 86 metri sotto il livello del mare. Qui un’immensa distesa di sale vi attende, assieme a temperature da urlo, ( a maggio 40 gradi ): non si può dire che non sia affascinante, si può anche camminare sul lago di sale, una passeggiata su un’infinita bianca distesa di cristalli che scrocchiano sotto i piedi.
Risalendo sulla Badewater Road a un certo punto svoltate a destra nella Artists drive, una piccola diramazione molto scenografica, e arriverete alle coloratissime Artists Palettes, una serie di colline dai colori più vari, dati dai minerali di cui sono ricche le rocce.

Ritornando verso il centro visitatori riprendete la HWY 190 e fermatevi ad ammirare il panorama da Zabriskie point: un insieme di spettacolari calanchi dorati, che ricordano le onde del mare, e cambiano colore a seconda dell’ora del giorno! Il momento più bello è ovviamente il tramonto, noi non potevamo restare, ma credo che sia un’esperienza unica…La prossima volta!
A circa 20 miglia di distanza fate una deviazione dalla 190 e raggiungete il famoso punto panoramico di Dante’s View: da qui potrete godere di tutti i top points della valle. Per noi questa è stata l’ultima tappa, visto che dovevamo proseguire per raggiungere Las Vegas in serata. Se avete più tempo non vi perdete il Dante’s Peak trekking, se le condizioni meteo lo consentono è un percorso di circa 30 minuti facile che vi porta al picco da cui potrete ammirare un altro splendido panorama sulla Valle della Morte.
I parchi nazionali dello Utah: itinerario nei Mighty three ( Zion, Bryce, Arches)

Il nostro viaggio prosegue attraverso i parchi dello Utah: meravigliosi contrasti fra le vette innevate in lontananza e i canyon di roccia rossa che si intrecciano nelle forme più spettacolari: Zion NP, Bryce Canyon, Arches NP , assolutamente imperdibili. Per tutti vale l’entrata in abbonamento annuale “America the Beauty”.
Zion National Park: i migliori sentieri, consigli pratici per la visita
Lo Zion National Park è uno dei pochi per cui quasi tutti i sentieri si snodano all’interno del canyon. Diciamo subito che è uno dei parchi meno panoramici, ma non per questo di minor interesse. Fare trekking o anche solo passeggiare lungo il Virgin River, con stupendi altissimi picchi del canyon è un’esperienza unica! Se come noi raggiungete il parco da Ovest l’entrata è quella dalla cittadina di Springdale.
Non fate come noi però, che siamo arrivati in tarda mattinata e abbiamo avuto molta difficoltà a trovare un parcheggio, cercate di essere già qui la mattina presto, anche perché il parco merita davvero almeno un intero giorno di visita. In tal caso consiglio vivamente di soggiornare una notte a Springdale.

In primo luogo dovete sapere che nello Zion NP non si può guidare con auto propria in alta stagione da Aprile a Settembre, per motivi di congestione traffico. Dovrete quindi utilizzare la navetta gratuita ( molto comoda ) che vi condurrà in tutti i punti salienti del parco.
I sentieri dello Zion sono famosi per essere vari e da tutti i livelli. Per maggiori informazioni vi lascio il link al sito ufficiale dei Parchi Statali, dove potrete scaricare la guida in italiano.
Noi siamo rimasti circa 4 ore nel parco. Non siamo molto allenati quindi abbiamo escluso i sentieri più impegnativi, ma ci siamo rilassati con una stupenda passeggiata lungo il Riverside Walk: meraviglioso lungofiume che si snoda nel canyon in cui scorre il Virgin River, dove è possibile anche scendere in alcuni tratti sul fiume e mangiarsi un panino in un contesto naturale di rara bellezza. Poi abbiamo recuperato l’auto e ci siamo diretti sulla UT scenic drive verso est : appena usciti dal parco, poco dopo il Tunnel c’è l’entrata per un sentiero breve ma molto panoramico: il Canyon Overlook trail, circa 800 metri in salita ( ma fattibili ), e in un’ora a/r godrete di una vista unica e irripetibile.
Magnifica anche la Scenic Drive UT verso est ( direzione Bryce Canyon ) : diciassette chilometri di meraviglia assoluta, vi dovrete fermare più volte per foto e video, impossibile da raccontare, dovete vederla!

Se siete dei buoni camminatori vi segnalo i due sentieri più famosi:
Angel’s Landing Trail (8,7 km a/r – difficile)
– Uno dei trail più famosi al mondo: ultimo tratto con catene su una cresta stretta. Vista mozzafiato sulla valle di Zion. Richiede permesso a lotteria ( visita il sito ufficiale)The Narrows (via Riverside Walk) (variabile – fino a 15 km a/r – moderato/difficile)
– Si cammina dentro il Virgin River, tra canyon altissimi e stretti. Esperienza unica, ma da fare solo in condizioni sicure (no piena).
Mi raccomando, non fate l’errore di pensare di poter visitare Zion e Bryce nello stesso giorno: non è assolutamente possibile, i tempi canonici di spostamenti sulla carta non sono mai quelli reali, e i due parchi sono talmente belli che meritano un certo tempo di visita. Infatti ci siamo fermati per la notte a Panguitch, a circa venti minuti dalla prossima meta: Bryce Canyon NP. Se volete maggiori info sull’itinerario dettagliato vi rimando al mio post dedicato.
Bryce Canyon: cosa vedere in un giorno, sentieri e punti panoramici

Il Bryce Canyon National Park è uno dei parchi più affascinanti dello Utah e deve la sua fama ai suggestivi “hoodoos”, colonne di roccia scolpite da vento e acqua in milioni di anni. L’anfiteatro principale, al sorgere e al calare del sole, regala giochi di luce e colori che vanno dal rosso intenso al rosa e all’oro, creando uno spettacolo naturale che lascia senza fiato.
Non è certo il parco più grande dello Utah, ma ha un’anima speciale. Camminare tra i suoi pinnacoli è come entrare in un mondo surreale, fatto di silenzi, colori e forme uniche al mondo. È un luogo che ti fa sentire minuscola davanti alla grandezza della natura, ma al tempo stesso immensamente grata di esserci. Nemmeno a dirlo: è in assoluto il mio preferito! ( eccetto la Monument Valley che è ovvio fuori gara perché pura magia …).

All’interno del parco si può circolare sia con la navetta che con auto privata, ma è consigliabile parcheggiare in uno dei punti panoramici ( esempio Sunset point ) e raggiungere i vari punti panoramici con la comodissima navetta gratuita. Ecco quindi cosa possiamo fare nel Bryce Canyon:
a. Percorrere tutto l’anello del Bryce Anphitheater , per una passeggiata non impegnativa ma molto panoramica
b. Raggiungere ogni punto panoramico con la navetta e godervi il parco dall’alto
c. Escursioni e trail fra Hoodies di roccia rossa.
Mi raccomando, potatevi acqua, cappello, crema solare e scarpe comode ( da trekking in caso di escursioni e trail).
Il Bryce Anphiteather raccoglie punti panoramici imperdibili:
Sunrise Point → perfetto per ammirare l’alba
Sunset Point → colori intensi al tramonto
Bryce Point → una delle viste più complete sull’anfiteatro
Inspiration Point → uno dei panorami più fotografati

Ed ecco le escursioni e i trail consigliati:
Bryce è il paradiso degli escursionisti, con sentieri di varia difficoltà.
Navajo Loop Trail (1,3 km): il più iconico, passa attraverso Wall Street
Queen’s Garden Trail (facile 1-2 h round trip 3 km): ideale per famiglie e principianti
Peekaboo Loop Trail (più impegnativo): regala panorami spettacolari
Noi abbiamo scelto di percorrere il sentiero del Navajo loop trail, ( fattibile se avete un medio livello di allenamento, ) al mattino appena arrivati, per poi godersi la passeggiata panoramica del Bryce Anphiteater detta anche il Rim Trail. Sarebbe stato fantastico attendere il tramonto, ma ci aspettavano quasi quattro ore di guida per raggiungere Moab, la nostra prossima meta nello Utah.
Per visualizzare l’itinerario completo in USA Ovest in 15 giorni potete consultare il mio post dedicato.
Arches National Park: i migliori trail e le attrazioni più famose

Ed eccoci in uno dei parchi più sorprendenti e particolari dello Utah: Arches National Park. A pochi chilometri dalla vivace cittadina di Moab ( dove vi consiglio di pernottare ) potrete avere accesso al parco, che si può visitare con la propria auto senza problemi.
E’ un luogo unico al mondo: oltre 2.000 archi naturali di arenaria scolpiti dal vento e dal tempo creano scenari surreali. Qui ogni roccia sembra raccontare una storia, e camminare tra i suoi sentieri è come muoversi in un museo a cielo aperto.
Per accedere dovrete prenotare l’orario di entrata sul sito ufficiale Nps / gov e pagare circa due dollari. E’ sufficiente mostrare la prenotazione al ranger ed entrerete senza problemi.
Vi raccomando cappello, crema solare e scarpe comode, anche se intendete fare solo le passeggiate più semplici. Consiglio scarpe da trekking in caso di sentieri più impegnativi. Portatevi buona scorta d’acqua perché ci sono pochi punti di approvvigionamento e fa in genere molto caldo. Noi l’abbiamo visitato a maggio ed erano già 42 gradi! Sconsigliate quindi le ore centrali della giornata, nelle quali potreste fare una pausa nelle aree pic nic ombreggiate.

Ecco le attrazioni imperdibili:
Delicate Arch → simbolo dello Utah e del parco
Landscape Arch → uno degli archi naturali più lunghi del mondo
Double Arch → spettacolare e facilmente raggiungibile
Balanced Rock → una delle formazioni più iconiche e fotografate
E questi i sentieri più famosi:
Delicate Arch Trail (4,8 km a/r – livello intermedio): il sentiero più famoso
Devils Garden Trail (fino a 12 km – vari livelli): porta a Landscape Arch e ad altri archi meno conosciuti
Windows Section (facile): breve camminata con viste spettacolari sugli archi più accessibili
Se avete tutto il giorno a disposizione vi consiglio di arrivare nel parco presto la mattina, fare scorte di viveri e mappe al Visitor Center. Prendete la scenic drive e dirigetevi verso Nord direzione Devils Garden: qui fare il sentiero fino al Landscape Arch ( circa 1 ora , facile ) .
Poi scendete verso sud e parcheggiate a Sand Dunes: visitate i bellissimi archi nella sabbia e poi dirigetevi con una passeggiata di circa 30 minuti verso il Broken Arch, un arco enorme da cui si è staccato un enorme pezzo.

Fermatevi poi a fare un pausa nella zona pic nic vicina al parcheggio, rilassatevi e fate passare le ore più calde.
Riprendete poi la scenic drive verso sud fino alla diramazione verso The Windows Road: qui con una breve passeggiata potrete vedere le famose “Windows”: due archi gemelli che sembrano due lobi oculari, famosi perché davvero scenografici.
Da qui con un sentiero semplice si arriva ad un’altra meraviglia: il Double Arch, una delle attrazioni top del parco.
A questo punto sarete a metà pomeriggio e a voi la scelta:
a. visitare sulla strada verso l’uscita la Balanced Rock, con una brevissima passeggiata e tornarvene a Moab per vivere la città.
b. partire per un bellissimo trekking al tramonto ( impegnativo e in alcuni punti anche esposto ) di due ore per cinque chilometri che si condurrà all’attrazione top nonché simbolo del parco: il meraviglioso Delicate Arch. Volete un consiglio? fatelo, fatelo, fatelo! E’ un arco altissimo in un contesto fantastico, e i suoi colori vi conquisterrano!.
I parchi dell'Arizona: un viaggio nel cuore del Far West
L’Arizona è il simbolo dell’America dei grandi spazi: deserti sconfinati, canyon scolpiti dal vento e panorami che sembrano set cinematografici. In questo itinerario ti porto a scoprire tre gioielli imperdibili: Monument Valley, Antelope Canyon e il maestoso Grand Canyon.
Monument Valley: il mito del West

Adesso lo so. Le parole non basteranno mai per descrivere la magia della Monument Valley: bisogna viverla! e per farlo in pieno si deve passare una notte nel parco. Prenotate con grande anticipo al The View, questa nella foto sono io in un momento di relax che mi godo il magnifico panorama dalle cabins dell’hotel, piccoli chalets in legno costruiti proprio a ridosso della valle. Lo so, non è per niente economico, e non rientra certo nel nostro standard di vacanza, ma se amate i panorami infiniti e iconici, non vi perdete questa esperienza!

Percorrendo la HWY 163, iconica e panoramica si iniziano a vedere le butte ovvero le guglie di arenaria rosse, che caratterizzano il paesaggio. Qui siete già dentro un film: come non pensare a “C’era una volta il West” di Sergio Leone, e alla musica di Morricone, oppure “Forrest Gump” che qui ferma la sua corsa ( non perdetevi il Forrest Gump point ) e torna indietro.
Da sapere prima di entrare: la Monument Valley si trova in territorio navajo ( nativi americani ) e quindi non vale il pass America the Beauty. Dovrete pagare un biglietto d’entrata di 8$, anche se soggiornate all’interno del parco.
L’ideale è arrivare nel primo pomeriggio, magari con già una scorta per una cena semplice, prendere possesso della vostra cabin ( sono dotate di macchina da caffè, frigo e microonde ) e fare un giro nella hall del corpo centrale dell’hotel, dove troverete un bellissimo negozio di souvenirs.

Subito dopo organizzatevi per esplorare da vicino queste imponenti formazioni, entrando nel Monument Valley Tribal Park: una bellissima scenic drive compie un percorso ad anello di 27 chilometri, e vi conduce a tutti i punti panoramici. Avete due alternative:
a. Prenotate un tour di un paio d’ore con una guida navajo alla reception ( o in anticipo online ).
b. Percorrere la strada in autonomia, fate attenzione perché è sconnessa e non asfaltata, ma se avete un’auto alta e procedete lentamente sono sufficienti le due ruote motrici.
Ecco i punti panoramici top:
The Mittens & Merrick Butte . Le formazioni più iconiche della Monument Valley, visibili già dal Visitor Center e lungo i primi km della Scenic Drive.
Elephant Butte Una roccia a forma di elefante, riconoscibile subito.
Three Sisters Tre pinnacoli sottili, simbolo del parco, che ricordano tre suore in abito.
John Ford’s Point Forse il punto panoramico più famoso, reso celebre dai film western girati qui. Oggi è anche il posto dove spesso i Navajo posano a cavallo per le foto.
Camel Butte Formazione rocciosa che ricorda la sagoma di un cammello.
The Hub Point Una roccia isolata nel mezzo della valle, suggestiva soprattutto con il cielo limpido.
Totem Pole & Yei Bi Chei Una serie di pinnacoli sottili ed eleganti, che sembrano totem naturali.
Artist’s Point Uno dei panorami più ampi e fotografati: vista spettacolare sulla valle.
North Window Overlook Un “affaccio” naturale che inquadra le formazioni rocciose come fosse una finestra.
The Thumb Roccia isolata che ricorda un pollice alzato, uno degli ultimi punti prima di completare l’anello.

Prima del tramonto rientrate al vostro chalet, organizzatevi una cenetta sul balcone, semplice ma impreziosita da un meraviglioso panorama. Godetevi quindi qui il tramonto e la notte piena di stelle e svegliatevi presto per non perdervi quella che sarà una delle albe più belle delle vostra vita: un’emozione unica, che non dimenticherete, uno di quei momenti in cui ti dici “ecco perché viaggio”!
Antelope Canyon: come vivere al meglio questa meraviglia naturale
L’Antelope Canyon è uno dei luoghi più fotografati e iconici dell’Arizona. Situato vicino alla cittadina di Page, ( dove dovrete pernottare ) questo slot canyon scavato dall’acqua e dal vento è famoso per i suoi giochi di luce che, a seconda dell’ora del giorno, trasformano le pareti di arenaria in onde di colore arancio, rosso e viola. Camminare al suo interno è un’esperienza quasi surreale: sembra di trovarsi in un’opera d’arte naturale.

L’Antelope Canyon si trova nella Navajo Nation ( come la Monument Valley ) e anche in questo caso non potrete utilizzare l’abbonamento America the Beauty, ma pagare a parte. In aggiunta non si può visitare in autonomia, pertanto sarà obbligatorio prenotare un tour con una guida navajo. Vi consiglio di prenotare online con un certo anticipo, e di scegliere le ore centrali della giornata, da 12-14.30, quando il sole entra a picco nei vortici rossi e crea degli stupendi giochi di luce! I tour non sono economici, vi avviso, ma valgono ogni dollaro speso!

L’Antelope Canyon è diviso in due sezioni principali, entrambe spettacolari ma molto diverse tra loro:
Upper Antelope Canyon
Più ampio e accessibile
Famoso per i raggi di sole che penetrano dall’alto (tra le 11:00 e le 13:00)
Ideale per chi cerca foto iconiche e ha poco tempo
Lower Antelope Canyon
Più stretto e avventuroso, con scale e passaggi stretti
Meno affollato rispetto all’Upper
Ottimo per chi ama l’escursionismo leggero e vuole un’esperienza più dinamica
Se possibile, vale la pena visitarli entrambi: due facce della stessa meraviglia.
Noi abbiamo scelto il Lower ed è stata un’esperienza indimenticabile.
Qualche consiglio pratico:
Indossa scarpe comode: alcuni tratti del Lower Canyon sono stretti e ripidi
Porta acqua e protezione solare (il deserto sa essere spietato)
Non sono ammessi zaini grandi né cavalletti fotografici
Arriva con un po’ di anticipo: il check-in è obbligatorio prima della partenza del tour

Il tour nell’ Antelope Canyon, purché bellissimo, è anche relativamente breve: in circa due ore avrete terminato la visita, quindi vi rimarrà una parte del pomeriggio da impegnare nei dintorni di Page.
A circa 10 minuti di auto da Page potrete visitare l’Horseshoe Band.
L’Horseshoe Bend è una spettacolare ansa a ferro di cavallo del Colorado River. Da un punto panoramico a picco sul canyon potrai ammirare il fiume che compie una curva perfetta incorniciata da pareti di roccia rossa alte 300 metri. È uno dei luoghi più fotografati del Sud-Ovest americano.
Nonostante sia un luogo turistico, l’Horseshoe Bend conserva un fascino unico. È il punto in cui ti rendi conto della forza della natura e della potenza del Colorado River che ha scavato il canyon in milioni di anni.
Visitatelo nel tardo pomeriggio poco prima del tramonto, e assisterete a uno spettacolo unico.
Gran Canyon National Park: emozioni, paesaggi e sentieri da sogno

E’ proprio vero quello che si dice: l’immensità del Gran Canyon non si può cogliere in una foto. E’ talmente vasto, talmente imponente che bisogna viverlo e vederlo dal vero per potersene rendere conto.
Non importa quante foto scatti: nessuna potrà davvero raccontare l’emozione che si prova guardando quell’orizzonte infinito.
Il Grand Canyon non è solo un parco: è un’esperienza che ti toglie il fiato. Le dimensioni colossali, i colori che cambiano a ogni ora del giorno e il silenzio immenso ti fanno sentire minuscola davanti alla potenza della natura.

Bene, passiamo ora a qualche consiglio pratico che vi possa permettere di viverlo al meglio.
In primo luogo l’entrata è inclusa nell’abbonamento dei Parchi Nazionali, America the Beauty, infatti siamo sempre in Arizona ma non più in territorio navajo.
In secondo luogo devi sapere che il parco si compone di due macro zone:
South Rim → la parte più famosa, aperta tutto l’anno, con i viewpoint iconici come Mather Point, Yavapai Point, Desert View.
North Rim → più selvaggio e meno turistico, accessibile solo in estate. Perfetto per chi cerca silenzio e natura incontaminata.
I sentieri più importanti sono:
Bright Angel Trail → il sentiero più celebre, che scende nel cuore del canyon.
South Kaibab Trail → panoramico, con viste spettacolari sul Colorado River.
Rim Trail → facile e adatto a tutti, segue il bordo del canyon con affacci mozzafiato.
I primi due sono parecchio impegnativi, quindi valutate bene, l’ultimo è il più battuto, ed è in effetti quello che abbiamo fatto noi, ma non per questo meno panoramico.

Entrando da est si percorre la scenic drive e si arriva al primo punto panoramico:
Desert view Watchtower: qui avrete un primo assaggio dei panorami.
Si prosegue poi direzione Visitor Center ed è obbligo fermarsi in altri view points: Pipe Creek Vista, Duck on a Rock/Grandview Point / Moran Point.
Dal Visitor Center, dove potrete parcheggiare, arrivate a piedi ad altri belvedere come Mother point / Navapai Point / Geology Museum.
Lasciata l’auto vi consiglio di prendere la navetta gratuita che vi condurrà per tutto il Rym Trail, fermandosi in ogni view point del parco. Qui potrete quindi scendere a vostra scelta a una fermata, percorrere il Rym Trail fino a quella successiva o fin dove preferite e riprendere la navetta per continuare. Si può tornare indietro fino a un’ora dopo il tramonto, quando ritornerete al Visitor Center.

Qualunque soluzione scegliate rimarrete esterrefatti dalla potenza del suo paesaggio, dal silenzio e dalla magia dei suoi colori. Le rocce stratificate nei millenni hanno infatti colori diversi, a seconda dell’era di appartenenza.
Con il Gran Canyon termina il nostro viaggio nei Parchi Usa Ovest.
Dai colori infuocati del Bryce alle curve perfette di Horseshoe Bend, dagli archi sospesi di Arches al silenzio immenso del Grand Canyon, i parchi dell’Ovest americano non sono solo luoghi da visitare: sono esperienze che ti cambiano. Qui la natura racconta storie antiche, scolpite dal vento e dall’acqua, che restano impresse negli occhi e nel cuore. Se c’è un viaggio che sa insegnarti a sentirti piccola e grande allo stesso tempo, è proprio questo. Non resta che lasciarsi guidare dal richiamo del deserto e partire: l’avventura ti aspetta tra i canyon, le rocce e i cieli infiniti dell’Ovest americano.
Per informazioni pratiche su come organizzare un on the road negli Stati Uniti Ovest, consulta il mio post dedicato a questo link.
Articolo aggiornato a Luglio 2026
Articolo NON SPONSORIZZATO. NO ADV.
*Questo articolo contiene programmi di affiliazione*


Un articolo interessante, completo, ricco di dettagli utili, grazie 🙏 davvero il più esaustivo e coinvolgente. Complimenti ♥️
Grazie mille Francesca,
fa davvero piacere avere un feedback positivo. Benvenuta in Riccioli in Viaggio.
💕Mi auguro di esserti utile anche per altre destinazioni.