Il viaggio nell’Ovest degli Stati Uniti, nel celeberrimo Golden West, è l’itinerario on the road per eccellenza! E’ l’essenza dell’avventura, delle corse sulle strade infinite, è il senso di totale libertà, il fascino dei panorami da sogno, è il viaggio che si sogna da tempo…e alla fine è addirittura più bello di quello che ci si aspettava. Certo, ci sono decine di itinerari possibili, distribuibili in ore infinite di guida, perciò è importante studiare bene in anticipo le tappe e decidere le priorità di visita. Anche raccontarlo non è semplice: una marea di immagini, colori, emozioni che si accalcano nei pensieri, e a cui si deve pur dare una forma.
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Qualche consiglio pratico

Volo e soggiorno
Iniziamo intanto a parlare di numeri, che in un viaggio di questo tipo sono importanti.
Voli=>Da Roma e da Milano, a/r per San Francisco e per Los Angeles, tutte le maggiori compagnie di bandiera hanno almeno un volo al giorno. Noi abbiamo volato con ITA Airways e ci siamo trovati davvero benissimo. Costo volo con posto prenotato e bagaglio da 23 kg 750€ (prenotato sei mesi prima ).
Alloggi=>troverete ogni tipo di struttura, soprattutto nelle grandi città come San Francisco, Las Vegas e Los Angeles. Noi abbiamo optato per piccoli / medi hotel e mini appartamenti, per contenere i prezzi, abbiamo speso circa 80€ al giorno, concedendoci il solo lusso di dormire una notte all’interno della Monument Valley, ( per niente economico) ma ne è valsa davvero la pena!
Prenotazioni su Booking.com e Airb&B , a parte la notte nel parco che deve essere prenotata direttamente sul sito di The View Hotel.
Dove mangiare in USA: quanto incide sul budget?
Pasti=> Ora, non è che la gastronomia sia il punto forte degli Stati Uniti, e questa è cosa ben nota, ma vi posso assicurare che un ottimo piatto di crostacei della costa californiana gustato al Pier di Santa Monica può lasciare ottimi ricordi. La stessa gratifica potrebbe arrivare al vostro palato per le succulente bistecche alla griglia dell’Arizona! e per vegani o vegetariani? niente paura, la scelta di ristoranti internazionali è davvero ampia e variegata. Occhio al portafoglio però: pranzo o cena fuori in città come San Francisco, Las Vegas e San Diego potrebbero alzare il budget di parecchio: si possono pagare 30€ a testa per hamburger e patatine con bibita ( ovvio fuori dalle classiche catene fast food ). Vi lascio immaginare il resto.

Noleggio auto: quanto costa negli Stati Uniti?
Noleggio auto=>questo tipo di viaggio richiede assolutamente il noleggio di un’ auto. Abbiamo valutato a lungo l’alternativa del camper, ma alla fine abbiamo optato per l’auto+alloggi, anche perché il costo sarebbe stato simile, e non siamo camperisti esperti. Prenotazione effettuata con Discovercars, circa 500 dollari per 15 giorni ( compresa assicurazione, un pieno in omaggio, secondo conducente e drop off gratis ). Ottimo se si considera che ci hanno offerto un upgrade, ovvero un’auto di livello superiore. Di solito le compagnie non fanno pagare il drop off all’interno della California. Noi infatti abbiamo preso l’auto all’aeroporto di San Francisco e restituita a Los Angeles senza pagare extra.
Costo carburante=> a questo proposito dobbiamo sfatare un mito: il carburante in California non è per niente a buon mercato! Quindi fate attenzione, la benzina costa quasi come in Italia, a causa della forte politica di incentivazione dell’elettrico e del green. Questo ha inciso non poco nel nostro budget, visto anche l’auto più potente e i chilometri percorsi. Per fortuna in Arizona, Utah e Nevada invece i prezzi si aggirano attorno a 0.83 usd / litro, quindi circa la metà.
Il mio consiglio è di cercare di evitare di fare benzina all’interno dei parchi, primo perché in alcuni proprio non ci sono distributori, secondo perché costa molto di più.
Patente Internazionale=> Non è ancora del tutto chiaro se per tutti gli stati sia necessaria le patente internazionale. A noi è stato consigliato di farla, per stare più tranquilli. Quella che serve è la patente internazionale della “convenzione di Ginevra 1949” e ha la durata di un anno. Di solito si ottiene tramite ufficio ACI e ha un costo che si aggira attorno alle 70€. Nessuno ce l’ha chiesta. Dico la verità, tornassi indietro non la rifarei.

Documentazione richiesta
Documentazione necessaria=> Non ci sono dubbi invece su quello che vi serve per poter entrare negli Stati Uniti:
a. Passaporto valido almeno 6 mesi
b. Per i cittadini italiani non serve il visto, ma deve essere richiesto il documento ESTA on line su sito ufficiale, e, ottenuta autorizzazione viene registrata in automatico sul passaporto.
c. Assicurazione sanitaria=> fate una bella assicurazione di viaggio, online o come preferite, ( noi abbiamo fatto con Columbus Assicurazioni ), vi coprirà per qualsiasi problema, dallo smarrimento bagagli a eventuali emergenze sanitarie. In USA non esiste assicurazione statale perciò meglio tutelarsi.
d. Ricevute di prenotazione delle strutture in cui alloggerete, soprattutto i primi giorni ( o noleggio camper ), potrebbero chiedervelo all’arrivo in dogana.
Valuta, carte di credito, connessione internet negli Stati Uniti
Valuta=> Il dollaro americano oramai ha un valore di poco inferiore all’euro.
Non è conveniente cambiare in aeroporto, e comunque in genere meglio prelevare, se proprio ne avete necessità.
Ovunque è accettata la carta di credito anche per un caffè, anche se il contante può essere utile nei mercatini. Noi abbiamo prelevato 300 dollari per 16 giorni, ma onestamente potevamo anche evitare.
Connessione Internet=> presente in quasi tutti gli agglomerati urbani di interesse turistico, in tutti i locali, strutture e mezzi la wifi gratuita. Ma per un viaggio on the road serve la connessione per navigare su Google maps, quindi la soluzione migliore in assoluto è acquistare una e-sim americana ( tessera telefonica virtuale ) dall’Italia e attivarla non appena arrivati in USA. Troverete nel web diversi tipi di e-sim, una delle più famose è Saily, vi lascio il link per l’acquisto.
Se non avete un telefono che supporta una e -sim perché un po’ datato potete acquisare una sim card prepagata su Amazon, e inserirla nel vostro telefono, come abbiamo fatto noi.

Il nostro itinerario giorno per giorno
Eccoci finalmente al cuore del racconto del nostro viaggio on the road. Non è stato semplice costruire un itinerario, le distanze qui sono enormi, le cose da fare e da vedere nel West USA sono tantissime, e non volevamo assolutamente rischiare di correre come forsennati per raggiungere una o due mete in più. Questa presa di posizione ci ha però messo davanti a diverse scelte, che hanno purtroppo escluso alcuni bellissimi parchi o attività che sarebbero stati sicuramente interessanti. Anche organizzare la struttura di questo articolo non è stato semplice: sono talmente tante le cose da raccontare, i consigli da dare e le emozioni da trasmettere che ho deciso di inserire qui solo la descrizione dell’itinerario generale, troverete poi il dettaglio in altri articoli correlati.
Primo giorno: arrivo a San Francisco

L’incontro con San Francisco è stato amore a prima vista. Siamo arrivati dall’aeroporto nel primo pomeriggio, fatto check in nel nostro hotel vicino a Nob Hill, e usciti subito per non perdersi niente di questa meravigliosa città! Curiosità a mille e grandi aspettative, vi dico subito che non ci ha affatto deluso, anzi…. La prima tappa è stata sincerarsi se davvero la famosa collina di Lombard Street fosse cosi tortuosa e panoramica come dicono: giudicate voi stessi!
Dovrete tenere presente due cose a San Francisco:
a. Le 43 colline vi offriranno panorami mozzafiato
b. Le 43 colline trasformano le strade in palestre gratuite, quindi non pensate di poter fare a meno dei mezzi per visitarla!
Dopo aver percorso a piedi Lombard Street, siamo già al tardo pomeriggio ed è d’obbligo cercare il primo tramonto sulla baia: un sogno! Il tempo di una foto e la stanchezza si fa sentire, ci compriamo una cena da asporto e rientriamo in hotel.
Pernottamento: Nob Hill Motor Inn, siamo rimasti quattro notti. Ottima soluzione per chi come noi preferisce avere l’opzione di fare colazione e cenare a casa. Tutte le camere infatti sono dotate di frigo, microonde, bollitore e macchina del caffè. Buona posizione, non centralissima ma zona tranquilla e sicura, a due passi da una coloratissima Chinatown.
Ma vi racconterò le tappe della nostra visita a San Francisco nel prossimo articolo “Cosa fare e cosa vedere a San Francisco in tre giorni”.

Quinto giorno: inizio itinerario on the road. Prima tappa Yosemite National Park

Dopo quattro giorni a San Francisco, la mattina del quinto giorno ritiriamo la nostra auto a noleggio all’aeroporto, e via…adesso si parte davvero per il nostro itinerario on the road nei parchi del Golden West.
La prima tappa ci porta verso est, quasi quattro ore di guida per percorrere 170 chilometri: la strada tocca piccole cittadine di provincia, colline, fino ad arrivare ai picchi di granito del Yosemite National Park.
Questo parco è gestito dal National Park Service, e quindi è compreso nell’abbonamento annuale di entrata dei parchi ” America the Beauty” .
La tessera vi da diritto ad accedere con 80 USD per auto a tutti i parchi nazionali statali, per un periodo di tempo di un anno. Ottima soluzione se intendete visitare più parchi, considerando che il costo medio di un biglietto per auto per un solo parco si aggira attorno ai 30 USD. Potete acquistare il pass in qualsiasi parco statale.
Per il resto lo Yosemite è un tripudio della potenza della natura: picchi da vertigine, boschi stupendi, cascate maestose i cui spruzzi entrano nelle ossa, e non pensate di fare i furbi: sarete talmente attratti dalla loro bellezza che non potrete fare a meno di avvicinarvi e bagnarvi come pulcini! Vi racconto poi nel dettaglio le tappe salienti della vista nel post dedicato ai Parchi Usa Ovest.
Terminata la visita usciamo dal parco tramite una stupenda Scenic drive, direzione sud.
Pernottamento a Fresno, cittadina a circa 60 km a sud, presso il Country Inn e Suites Hotel, classico hotel di passaggio, ma ottimo rapporto qualità/prezzo, circa 70€ con buona colazione inclusa, e perfetta ubicazione a metà strada fra lo Yosemite e la nostra prossima meta: Kings and Sequoia National Park.
Sesto giorno:visita al Kings Sequoia National Park, i giganti nella nebbia.

A circa 80 miglia da Fresno, adagiato su un lato della Sierra Nevada, si estende il magico Kings & Sequoia National Park. Voglio essere sincera, eravamo in dubbio se inserirlo nel nostro itinerario, e alla fine abbiamo deciso di visitarlo. Il tempo non è stato clemente: vento, pioggia, nebbia e nevischio. Noi non eravamo nemmeno troppo preparati a sostenere 3 gradi di temperatura! Ma ragazzi è stata un’esperienza pazzesca! La nebbia ha solo aumentato la magia e ha trasformato le enormi sequoie in giganti fiabeschi! Assolutamente non vi dovete perdere questo parco! Capirete perché nell’articolo correlato “I parchi della California“.
Dopo la visita ci siamo fermati al bar del Centro Visitatori, per un pranzo veloce e siamo ripartiti verso Kernville, la destinazione che abbiamo scelto per la notte. Arriviamo dopo circa due ore e mezza di viaggio, nel tardo pomeriggio, al nostro appartamentino sul lago di questa tranquilla cittadina. Spesa , doccia , cucinare qualcosa per la cena, un giro nel piccolo centro per un caffè e a nanna presto. Domani ci aspetta una delle tappe più attese del nostro viaggio: la Death Valley National Park.
Settimo giorno: alla scoperta di un mito, la Death Valley

Mai nome fu così coerente alla realtà. La Death Valley si presenta proprio come la si immagina: luogo sterile, senza vita, paesaggio brullo e desolato. Ma la Death Valley è anche chilometri e chilometri di dune di sabbia, montagne scavate dal vento, canyon lavorati dall’acqua. Tutto questo ha un fascino tutto suo, una magia unica, un’atmosfera primordiale, che vale la pena di attraversare. E’ anche il parco più grande americano ( eccetto l’Alaska) e “anomalo”, un po’ dispersivo, se non si programma bene la visita. Vi segnalo i punti salienti e cosa fare e cosa vedere nell’articolo dedicato “i parchi della California“, in modo che possiate organizzarvi al meglio.

Dopo aver trascorso la giornata attraversando la Death Valley, puntando verso est arriviamo nel tardo pomeriggio in un luogo tutt’altro che isolato: la città di Las Vegas, dove passeremo la notte. L’impatto visivo quando si arriva verso sera è davvero straordinario: dal deserto si erge un quadrilatero enorme di luci e colori, come un magnifico miraggio! La serata trascorsa a Las Vegas è stata pazzesca, una città fuori dalle righe, tutto è luce, colore, musica, eccesso. Vale davvero la pena di penzolare su e giù per la famosa “Strip”, a bocca aperta per tutto quello che di impensabile vedrete e scoprirete. Magari anche una innocente puntata in uno dei numerosi casino potrebbe farvi entrare ancora di più nel mood. Se non volete spendere troppo troverete ottime soluzioni per la cena a prezzi accettabili : spostatevi nella Linq Promenade, passeggiata di shopping e ristoro, ottima alternativa alla Strip.
Abbiamo soggiornato all’Hotel “Club de Soleil”, ottima soluzione, buon rapporto qualità/prezzo, camera spaziosa e cucinotto utile per la colazione. Posizione non centralissima, ma raggiungibile in dieci minuti di auto e perfetta per poter riposare prima di una nuova, impegnativa tappa: lo Zion National Park.
Ottavo giorno: i Canyon dello Zion National Park

Anche in questo caso le mitiche strade americane, deserte e lunghissime non si sono fatte mancare: 160 miglia in quasi tre ore di auto, per raggiungere uno dei parchi più amati e frequentati degli Stati Uniti: lo Zion National Park.
Ci avevano avvisato: l’affluenza è davvero alta e arrivare in tarda mattinata non sarebbe stata una buona idea. Abbiamo trovato un parcheggio subito fuori l’entrata per fortuna, ( ingresso dalla cittadina di Springdale) ma vi consiglio vivamente di arrivare presto la mattina. Questo è un parco da vivere a pieno per una giornata intera e anche di più.
Solo per darvi due numeri:
-160 km di sentieri a tutti i livelli di difficoltà.
-escursioni fino a 26 km nei canyon del fiume.
-una meravigliosa scenic drive di 17 chilometri che si snoda fra le rocce di arenaria gialla ( HW 9)
E noi avevamo solo il pomeriggio! Ci siamo quindi goduti la semplice ma stupenda Riverside Walk ( 8 km ) nel canyon del fiume, e uscendo verso est la storica Scenic Drive, con le sue rocce e i suoi tornanti di paesaggi tinti di rosso: una meraviglia della natura che non dimenticheremo facilmente. Ma vi fornisco maggiori dettagli nel prossimo post ” Dallo Yosemite al Gran Canyon: viaggio dei parchi dell’Ovest americano“.
Per la notte ci siamo fermati nella cittadina di Pinguich, dove ci attendeva un fantastico piccolo motel dagli arredi color lilla, Purple Sage Motel . Dotato di una micro cucina molto funzionale, ci siamo comprati il necessario per la cena nel vicino market e ci siamo goduti la tranquillità del luogo. Altro lato positivo, situato a soli venti minuti dalla prossima meta il Bryce Canyon NP.
Nono Giorno: gli incredibili paesaggi nel Bryce Canyon

Il nostro itinerario nei parchi dello Utah prosegue verso una delle tappe più belle e caratteristiche di tutto il viaggio: il Bryce Canyon NP. E’ uno dei parchi meno estesi e più particolari di tutti gli Stati Uniti e sicuramente uno dei miei preferiti. Si visita in genere in una mattinata, ma ovvio se volete restare tutto il giorno non mancano certo i sentieri da percorrere. Formazioni rocciose rosse e aranciate, arricciate in pinnacoli, picchi e guglie , che si vestono di diversi toni di colore in ogni ora del giorno, affascinano ogni viaggiatore che arriva qui carico di aspettative, che non vengono certo deluse. Troverete consigli su cosa fare e cosa vedere nel prossimo post dedicato ai parchi.
Dopo un pranzo veloce al sacco fra i pinnacoli, davanti a uno dei paesaggi più bizzarri e suggestivi che abbia mai visto, ci siamo rimessi in marcia verso la citta di Moab, dove siamo arrivati nel tardo pomeriggio. Avevamo prenotato una camera con uso cucina, dove siamo rimasti due notti e che ci ha fatto da base per la visita al fantastico Arches National Park.
Decimo giorno: le rocce colorate del'Arches National Park

L’impatto con questo spettacolare paesaggio di arenaria rossa è stato davvero forte: enormi archi di roccia dalle forme più strane e contorte si susseguono nel sorprendente Arches National Park.
Atmosfera desertica, di solito caldo intenso, la maggior parte degli archi raggiungibili con semplici sentieri, alcuni con trekking più impegnativi. Le rocce scolpite dal vento e i colori che vanno dall’ocra al rosato ci hanno trasportato in un paesaggio surreale, fantastico, quasi alieno. Il consiglio che mi sento di darvi è di passare qui l’intera giornata, ma di lasciarvi anche il tempo di godere di un tramonto bellissimo: i colori di questi monumenti naturali cambiano dall’arancio al rosato, ed è uno spettacolo della natura unico al mondo. Per i dettagli e consigli di visita leggi il prossimo post dedicato ai parchi americani .
Altra esperienza stupenda che mi sento di segnalarvi è la visita notturna del parco. Potete entrare liberamente o con le guide, che a volte organizzano le visite prenotabili al centro visitatori. Pernottando a Moab come noi sarete a pochi chilometri dall’entrata e quindi faciliterà il ritorno. Vi spiegherò meglio come accedere nel prossimo articolo dedicato anche ai parchi dello Utah.
Undicesimo giorno: la Monument Valley, l'anima del West

Benvenuti in un sogno! Non so nemmeno io quanto ho desiderato questo momento, in contemplazione di uno dei parchi più iconici e più magici di tutta l’Arizona: la Monument Valley. Qui il tempo si ferma e l’anima si espande. Ho esplorato la valle di giorno, con le meravigliose butte erose dal tempo, ho ammirato il tramonto e amato la notte, mi sono inebriata dei colori di un’alba pazzesca, credetemi, non potrete desiderare di più. Vi racconto nei dettagli le varie tappe da non perdere per esplorare il parco nel prossimo post dedicato anche ai parchi dell’Arizona”.
Per poter godere a pieno di questo panorama pazzesco, in tutta la sua varietà di colori del giorno, abbiamo prenotato una cabin presso il “The View” , storico hotel all’interno del parco. Le cabins sono dei piccoli chalets distaccati dal corpo centrale dell’hotel, dotati di cucinotto, camera, bagno e un meraviglioso balcone proprio davanti a una vista incredibile! Devo avvisarvi che non è assolutamente economico, ma vi assicuro che vale ogni singolo dollaro. Nel costo della notte è compresa anche una discreta colazione, due bottiglie di acqua e un buono sconto del 20% sugli acquisti nello shopping room. Prenotazione obbligatoria mesi prima direttamente sul sito del “The View”.
Dodicesimo giorno: Antilope Canyon , nel vortice di pietra rossa

Il giorno successivo, stanchi, assonnati, e ancora increduli della stupenda esperienza nella Monument Valley siamo partiti alla volta di Page, cittadina carina e ottima base per visitare un’altra perla dell’Arizona: l’Antilope Canyon. Attenzione: cambia il fuso orario: Page è un’ora indietro rispetto alla Monument Valley.
Come la Monument Valley anche questo parco fa parte della riserva dei navajo, quindi l’entrata è a pagamento ( non vale l’abbonamento annuale “America the Beautiful” ) e in questo caso visitabile solo con la guida. Il parco è una meraviglia, vi muoverete fra stretti cunicoli di rocce rosse avvolti in spirali altissime, da cui escono giochi di luce incredibili. Due consigli: prenotate online con discreto anticipo ed evitate se non è bel tempo. Vi spiegherò meglio come organizzare la visita all’ Antilope Canyon nel prossimo post dedicato ai “I Parchi dell’Arizona”.
Se come noi riuscite a terminare la visita al parco nel pomeriggio, non vi fate mancare un salto al famoso Horseshoe Band, una incredibile formazione rocciosa a forma di ferro di cavallo, forgiata negli anni dal fiume Colorado, si raggiunge facilmente da Page in dieci minuti di auto.

Tredicesimo giorno: l'immensità del Gran Canyon

Il giorno successivo, dopo aver lasciato il nostro appartamento a Page, siamo arrivati finalmente in un altro luogo da sogno, che aspettavo da tempo: il Grand Canyon NP. E’ proprio vero quello che si dice: non è possibile rendere in foto la magnificenza e l’immensità di questo parco. Lo abbiamo percorso per tutto il giorno, fotografato da quasi tutti i punti panoramici, con un entusiasmo pazzesco! Le stratificazioni di arenaria formatasi nei secoli, i diversi colori delle rocce, e il fiume Colorado che scorre là in fondo, è una visione che non dimenticheremo facilmente. Ci sono tre entrate al parco, ma quella più famosa e l’entrata sud, quella che porta al South Rim, più facilmente accessibile rispetto al North Rim, che si trova a ben 200 miglia di distanza, tanto per farvi comprendere l’ampiezza del parco. Potrete scegliere diverse escursioni dalle più impegnative alle più semplici: tutte saranno comunque stupende perché sono davvero panoramiche. C’e davvero molto da fare, e se vi presentate alla reception del Visitor Center i ranger vi daranno la cartina del parco e vi consiglieranno su cosa fare. Se comunque vi volete fare un’idea su cosa fare e cosa vedere nel Gran Canyon, leggete il mio post ” I parchi dell’Arizona”.
Al termine della visita a malincuore ci siamo trascinati fuori dal parco…destinazione per la notte la cittadina di Flagstaff, a circa un’ora e mezza di viaggio. Spesa in un market, e arrivo al nostro appartamento: sorpresa! E’ una bellissima roulotte vintage anni 80! con tanto di giardino intorno e un vialetto dove parcheggiare l’auto. Eh Si! stiamo davvero entrando nel clima della giornata di domani: la mitica Route 66!

Quattordicesimo giorno: la mitica Route 66
Ebbene sì, anche noi non abbiamo resistito al fascino dell’ On the road per eccellenza, e abbiamo percorso un tratto della mitica Route 66, da Flagstaff a Palm Spring.
In pratica siamo passati di nuovo dall’Arizona alla California in una giornata, studiando il percorso appositamente per visitare le cittadine più tipiche che si affacciavano sulla via storica, e che oggi sono quasi tutti dei musei a cielo aperto.
Questo il nostro itinerario: Partiti da Flagstaff abbiamo fatto la prima sosta a William. Qui si susseguono motel e diners, case vecchio stile e negozi, tutti in tema route 66. Da questa cittadina è anche possibile prendere il treno che porta direttamente al Gran Canyon. Il treno in stile ottocentesco attraversa paesaggi molto suggestivi e caratteristici e potete visitare il Gran Canyon in una giornata.
Noi invece ci siamo persi negli eccezionali negozi di souvenir, che per certi aspetti sono anche dei piccoli musei.

Da Williams poi ci siamo spostati a Seligmann, davvero fantastica! Si dice che la Mother Road sia nata proprio qui! troverete anche auto d’epoca, saloon storici, motel e vecchie insegne che vi riporteranno indietro nel tempo! Noi abbiamo amato Seligman e ci siamo fermati a curiosare in ogni negozietto tipico, vi posso assicurare che potrete trovare di tutto, dal rasoio da barbiere alle vecchie targhe delle auto originali!
In circa un’ora da Seligman si arriva a Kingman. Onestamente è la cittadina più grande, ma è anche quella che ci è piaciuta meno. Comunque è un ottimo punto per pernottare a buon prezzo ( se arrivate di sera ) o per fermarvi a pranzo in uno dei saloon tipici, prima di proseguire il viaggio.

Dopo pranzo in circa un’ora e mezza abbiamo raggiunto il paesino di Oatman: la strada per raggiungerlo è a dire poco fantastica, la mother road si inerpica per la montagna e regala paesaggi bellissimi! Una volta arrivati vi sembrerà di aver fatto un salto nel Far West: qui tutto sembra rimasto al passato e l’atmosfera è davvero suggestiva. La visita arricchita dalla simpatica compagnia dei ciuchini di Oatman, che qui scorrazzano per il paese e si avvicinano per farsi accarezzare!
Dopo la visita siamo ripartiti verso sud, destinazione per la notte Palm Spring. Questa cittadina che nasce nel deserto a metà della HWY 111 avrebbe forse meritato più tempo per la visita ma siamo arrivati nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per un aperitivo in centro, prenderci una pizza da asporto e raggiungere il nostro hotel, stanchissimi ma felicissimi della nostra giornata!😁
Quindicesimo giorno: verso San Diego, cosa e cosa vedere in un giorno

Un paio d’ore di auto da Palm Spring ed eccoci a San Diego! Ho fortemente desiderato visitare questa città proprio nel giorno del mio compleanno: non so perché ma San Diego è sempre stata nei miei sogni, e non mi ha delusa per niente! A dire il vero me l’aspettavo più caotica, invece ha un fascino tutto suo. Oltre alla la stupenda temperatura di 24-25 gradi, con vento caldo ma non troppo, l’atmosfera della terza città della California è assolutamente tranquilla, quasi sorniona. Questo non toglie niente alla sua vivacità, ai suoi colori e alla gente del posto cordiale e sorridente.

Ne è una bella dimostrazione il Gaslamp Quarter centro storico pieno di ristoranti, bar e negozi per lo shopping, cuore pulsante del Downtown di San Diego.
Ovunque si sente la vicinanza dal confine con il Messico: ristoranti dai profumi appetitosi e pungenti, colori sgargianti e popolazione multietnica. Che dire? avrei passato ore in questo quartiere, ma, come spesso accade nei viaggi, il tempo a disposizione era limitato.


Ci siamo quindi diretti verso la zona del porto: la Marina di San Diego è davvero un luogo fantastico, una bella passeggiata lungomare e due stupendi musei :
- il Museo Marittimo
- il Museo della portaerei USS MIDWAY
Entrambi di estremo interesse storico, ma anche molto impegnativi sia come tempo di visita che come costo di entrata.
Nel Museo Marittimo potrete trovare la Star of India, barca a vela storica e il sottomarino da guerra sovietico B-39.
La portaerei USS Midway è la storia: ospita una vasta collezione di aerei, quasi tutti costruiti nel sud della California. Imperdibile per chi ama il genere.
Se avete più tempo di noi dedicateci alla visita di uno dei due musei, credo davvero che ne valga la pena.

Nel pomeriggio ci siamo diretti verso il nord della città, in quella che è stata definita la Old Town: in questo quartiere si cerca di preservare vecchie case in stile ispanico oggi restaurate con cura, e altre trasformate in piccoli musei che raccontano la storia della città. E’ anche un luogo rilassante dove poter fare shopping ( ci sono ottimi negozi di artigianato ) e fermarsi per un caffè.


Dal quartiere della Old Town si raggiunge poi facilmente una elegante Little Italy ( diventata oramai fulcro del jet set cittadino ) e un meraviglioso parco monumentale, il Balboa Park. Credo sia uno dei più bei parchi che abbia mai visto. Coloratissime aiuole di fiori incoronano i corridoi, le piazzette, le fontane e gli splendidi edifici. I palazzi di inizio novecento in stile Beaux Arts e coloniale spagnolo fanno da contorno ai viali. Qui troverete una dozzina di musei e uno zoo molto ben allestito. Passeggiare nel Bilboa Park e farsi accarezzare dai suoi profumi, dai suoi colori, dalla sua atmosfera elegante e tranquilla è stato senza dubbio il miglior modo per salutare San Diego. Non abbiamo potuto visitare le bellissime spiagge, come la Jolla per esempio, e ne sarebbe di sicuro valsa la pena. Sarà per la prossima volta, visitare San Diego in un giorno è fattibile ma sicuramente non consigliabile: c’è troppo da vedere e da vivere, vi consiglio di dedicarci almeno due giorni .
Sedicesimo e ultimo giorno: assaggio di Los Angeles e rientro in Italia
Il nostro on the road termina quindi al sedicesimo giorno, quando partiamo da San Diego e raggiungiamo in circa due ore il molo di Santa Monica. Giusto il tempo per una bella passeggiata e un pranzo a base dei favolosi crostacei della California, e via verso l’aeroporto. Il nostro volo è puntuale, Ita Airways non ci ha deluso. Ritorniamo a Roma , negli occhi e nel cuore tutto il bello che abbiamo vissuto in questo viaggio. E che non dimenticheremo.
Ciao Ciao Golden West! alla prossima.

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