Etna e dintorni: cosa fare in una settimana

Visitare l'Etna e i dintorni

Eccola! Lei, la regina, la protagonista assoluta,  A’ Muntagna, come la chiamano i siciliani, il vulcano attivo più alto d’Europa. Con i suoi 3350 metri di altezza e un’attività eruttiva negli ultimi tempi molto frequente, l’Etna ha suscitato in noi un grande interesse. La voglia di conoscerla meglio si è concretizzata quest’estate, nella prima settimana di settembre. Abbiamo organizzato il nostro itinerario prendendo come base il paese di Nicolosi, dove abbiamo pernottato ben 5 notti. Nicolosi si trova alle pendici dell’Etna, a 700 metri di altitudine e a solo mezzora da Rifugio Sapienza, da dove è possibile partire per varie escursioni verso Etna Sud. Non ci siamo fatti mancare anche visite nei dintorni, visto che il territorio è ricco di bellezze naturali e artistiche.

Primo giorno: visita ad Acireale, Aci Castello, Aci Trezza

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Siamo atterrati verso fine mattinata all’ Aeroporto di Catania, quindi, complice la bella giornata di sole, abbiamo deciso di dedicare questa prima  mezza giornata  alla visita dei tre Aci prima di recarci a Nicolosi per il check in in appartamento.

Prima tappa Aci Castello, che dista da Catania appena 15 km,  e segna l’inizio della Riviera dei Ciclopi. Come dal nome stesso infatti l’attrazione principale è proprio il bellissimo castello normanno che si affaccia sulla riviera,  arroccato su roccia nerissima.  Dopo un’ottima  pizza la taglio, il nostro velocissimo pranzo, ci siamo recati sul lungomare, che porta direttamente al Castello.

Il Castello ha un struttura spartana, medioevale, fu costruito nel XI secolo su una roccia emersa in antichità dalle eruzioni dell’Etna. E’ visitabile anche all’interno, ( considerate circa 40 minuti )  e dalle sue possenti mura si apre un panorama fantastico sul Golfo dei Ciclopi. Considerando tutto ciò che ha subito, dalle eruzioni del vulcano al terremoto del 1693, direi che si è ben conservato.

Aci Castello poi è famosa  per il suo mare e per i pontili di legno che vengono montati durante l’estate.

A metà pomeriggio decidiamo di prenderci una pausa , e infatti risalendo la costa abbiamo fatto sosta a Aci Trezza. Qui le Isole Ciclopi, di origine vulcanica sembrano davvero essere state gettate a caso in mare da un gigante… sono infatti gli scogli dei Ciclopi costituiti da prismi di basalto alti circa 70 m. La leggenda dice che furono scagliati da Polifemo accecato contro Ulisse in fuga. Ma Aci trezza è anche il paese in cui Giovanni Verga ha ambientato il suo “i Malavoglia”, e nei suoi colori e nelle sue vie è facile immaginarsi alcune scene del romanzo.

Ecco il nostro panorama dalla terrazza del Gran Cafè Solarie, che abbiamo gustato assieme a una meravigliosa granita al pistacchio.

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isole Ciclopi

A questo punto manca solo il terzo Aci …appunto Acireale! Sicuramente la più  importante da un punto di vista artistico.

Adagiata su terreno lavico, in mezzo a una miriade di agrumeti questa cittadina panoramica è ricca di storia e possiede monumenti barocchi meravigliosi. Ricostruita dopo il terremoto alla fine del 17esimo secolo, è sorta dalle ceneri attorno al suo Duomo, la bellissima cattedrale neogotica di Santa Maria Annunziata. In tipico stile di barocco siciliano appare maestosa all’esterno, se poi si entra di resta ammaliati dai soffitti affrescati e dalle decorazioni raffinate. Il pulpito ligneo ottocentesco inoltre è estremamente elegante. Devo dire che non sono proprio una fan del barocco, ma questa cattedrale mi è davvero piaciuta: vale di sicuro la visita ( attenzione: viene chiusa dalle 13.00 alle 16.00 per una luuunga pausa pranzo…

 

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Il Duomo

Valgono la visita anche la Basilica di S. Pietro e la basilica di San Sebastiano con bellissima facciata arricchita da statue rappresentanti personaggi dell’Antico Testamento. http://www.sansebastianoacireale.it/basilica/basilica.htm

e La Basilica Collegiata di Santi Pietro e Paolo, particolare per la sua asimmetria e la meridiana al suo interno, giusto per finire in bellezza la giornata.

 

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Basilica Collegiata di Santi Pietro e Paolo

secondo giorno: escursione sull'Etna verso Torre del Filosofo

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Al mattino ci siamo diretti verso il piazzale del Rifugio Sapienza. Questa è la base di partenza di molte escursioni sull’Etna, a tutti i livelli, dalle più semplici alle più impegnative in vetta.

Diciamo subito che è possibile arrivare in autonomia solo fino a 2900 metri, ovvero dove una volta c’era la stazione della Torre del Filosofo. Oltre questo limite si può proseguire solo con le guide, in un trekking piuttosto impegnativo che porta ai crateri sommitali, ovvero alle bocche più alte del vulcano.

Per escursioni organizzate trovate comunque anche informazioni nel casottino delle guide vulcanologiche nel parcheggio del Rifugio Sapienza.

 

Questi sono i link di siti che ci hanno aiutato ad organizzare le escursioni:

https://www.ilturistainformato.it/le-migliori-escursioni-sull-etna/

https://www.youtube.com/c/SiciliansOnTheRoad

 

 

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Noi siamo stati molti limitati nelle escursioni da due elementi imprevedibili: l’eruzione appena una settimana prima e il cattivo tempo. L’eruzione ha bloccato tutte le escursioni ai crateri sommitali anche alle guide, ed era possibile salire al massimo fino a 2700 metri. Siamo quindi saliti fino a 2500 con la funivia e visitato i crateri del Laghetto e la Cisternazza tramite parte del sentiero di Pian del Lago. Purtroppo non è stato possibile vedere il panorama sulla Valle del Bove che sembra sia  magnifico…almeno dai video postati in rete.

 

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Terra nera, vento e nebbia ma l’atmosfera lunare qui è STU-PENDA. Si cammina sulla sabbia di lava e la senti scricchiolare sotto le scarpe.

Abbiamo mangiato il nostro panino dentro un cratere, per cercare di limitare il vento. Non siamo riusciti a scendere prima del pomeriggio, tanto eravamo presi e avvolti dal fascino del vulcano. 

Con la penultima corsa e visto che  stava iniziando a piovere , ci siamo decisi a scendere nel pomeriggio a Rifugio Sapienza e ci siamo concessi un’ottimo spuntino dolce con caffè al bar del Rifugio. Giro d’obbligo per i negozi di souvenir della piazza  per terminare la giornata, prima di raggiungere il nostro appartamento a Nicolosi, stanchi ma molto molto soddisfatti. Direi che il contatto con il vulcano è un esperienza unica, che ti tocca dentro, sei tu solo in quell’immensa distesa nera e nebbiosa, come in un sogno, e sembra di essere fuori dal tempo e dallo spazio. 

terzo giorno:escursione alle Gole dell'Alcantara

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Esiste anche questa meraviglia della natura, anch’essa nata dall’attività di madre Etna in tempi antichissimi: sono le Gole dell’Alcantara. 

Il corso del fiume Alcantara si insinua in un canyon di pareti basaltiche che si sono formate molto tempo fa dal contatto della lava con l’acqua, che solidificandosi ha creato delle strutture a canna argentee e regalano uno spettacolo bellissimo.

E’ possibile viversi il fiume nei modi più svariati, dal canoying alla passeggiata sulle rocce alla semplice giornata con pic nic sulla riva del fiume.

Ci sono due accessi alle Gole, uno comunale, direttamente dalla strada, l’ingresso costa solo 1.5€ ma ci sono circa 200 scalini da scendere e da risalire.

L’altro direttamente dall’ingresso a pagamento del Parco Nazionale, dove potrete sbizzarrirvi nelle varie attività supportati anche dalle guide escursionistiche del parco.

Per maggiori informazioni questo è il link del parco:http://www.parcoalcantara.it/itinerari.php

Noi abbiamo optato per l’entrata ufficiale, e abbiamo fatto una bella passeggiata nel parco da dove è possibile ammirare le gole dall’alto.

Ci sono aree picnic attrezzate dove si può pranzare in tranquillità in mezzo alla natura. 

Nel pomeriggio abbiamo optato per una camminata sulle rocce lungo il fiume, senza guida, ma attenzione, serve esperienza di trekking e calzature adeguate ,  è un percorso piuttosto impegnativo.

Per terminare questa fantastica giornata al fiume ci siamo poi riposati su una delle spiaggette alla base del fiume, prima di risalire con l’ascensore apposito e fare ritorno a Nicolosi.

 

 

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area ristoro
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percorso lungo l'Alcantara

quarto giorno: ancora etna, Crateri Silvestri e Sentiero Schiena d'Asino

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Ancora un giorno a contatto con l’Etna. Non potevamo ripartire senza aver respirato di nuovo la sua nebbia e gustato il suo panorama.

Stavolta siamo rimasti a quota 2000 metri , e abbiamo intanto visitato in mattinata i Crateri Silvestri, a cui si accede direttamente dal piazzale del Rifugio Sapienza. Il Cratere Inferiore è raggiungibile facilmente dalla strada, e non comporta alcuna difficoltà. E’ però un bel primo impatto che ognuno di noi dovrebbe avere con A Muntagna, perché ci si approccia ai colori, agli odori e ai rumori tipici di questo paesaggio.

 

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Per raggiungere il Cratere Superiore invece c’è da impegnarsi un po’ di più, e se incontrate una giornata di nebbia e di vento come è successo a noi la situazione si complica. C’è da affrontare  una salita piuttosto ripida e un po’ scivolosa, ma in venti minuti si conquista la cima.  E ne vale la pena: l’atmosfera lunare e la foschia che si insinua all’interno dei crateri spenti ci avvolge di nuovo, lo stupendo contrasto fra il rosso della roccia e il nero della lava.  Poi il vento…l’unica voce udibile a breve distanza, la meraviglia del silenzio e la  forza prorompente  di questa natura.

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Ma l’Etna è anche territorio di escursioni, ce ne sono per tutti i gusti e per tutti i livelli.

Noi abbiamo scelto quella del “Sentiero Schiena d’Asino” di media difficoltà ma di grande bellezza. Quindi ci siamo muniti di borraccia, panini e scarpe comode e siamo partiti. Dal parcheggio del Sapienza si prende la strada verso Zafferana Etnea e dopo pochi minuti ,all’incrocio con Pedara, sulla sinistra trovate un parcheggio dove lasciare l’auto. Il sentiero presenta quasi subito una salita piuttosto impegnativa, perché lunga e su fondo pietroso, ma dopo la pendenza si addolcisce e si apre un bellissimo panorama. Direi che se avete bambini abituati a camminare non avranno difficoltà . Il percorso ha una durata di due ore, e ci sono diversi belvedere da non perdere e scorci sulla Valle del Bove e sul Golfo di Catania.

Qui davvero sembra di toccare il cielo con un dito.

Lungo la via si osservano inoltre le varie colate laviche  dalle forme più disparate, detti  “dicchi”. Qui ci si può sbizzarrire a riconoscere le sagome di animali e oggetti, a testimonianza di una natura performante e burlona.

Non c’è possibilità di effettuare un giro ad anello in giornata, a meno che non siate ottimi camminatori, quindi di solito si torna indietro dallo stesso sentiero. 

Tornati al parcheggio  a metà pomeriggio abbiamo deciso di percorrere la via panoramica verso Zafferana Etnea: qui la sabbia di lava scricchiola sotto le gomme dell’auto , c’è da fare molta attenzione e procedere con cautela per non sbandare. Ci sono dei bellissimi punti panoramici lungo la via tortuosa e poco battuta che scende verso la costa, uno fra tutti è l’imperdibile belvedere di Piano del Vescovo, all’inizio del sentiero di accesso alla Valle del Bove.

cosa mangiare sicilia orientale

A Zafferana Etnea non perdetevi i biscotti tipici, le Foglie di tè, che noi abbiamo gustato come sontuosa merenda…e il miele, di altissima qualità : qui infatti viene prodotto il 20% del miele nazionale. Da Zafferana si può solo ripartire carichi di dolcezza…

https://www.dolceriasalemi.it/

giorno 5: cosa vedere a Taormina in un giorno

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Taormina è un piccolo gioiello di storia dal profumo di mare.

Per connettere i due aspetti, quello artistico e quello naturalistico, abbiamo deciso di iniziare la nostra visita dall’Isola Bella. 

Questo lembo di terra ha un gran fascino: popolata da piante esotiche che si mischiano alla macchia mediterranea e con un bel litorale di spiaggette sul mare cristallino è davvero un bel modo per passare la mattinata.

Inoltre è possibile vistare Villa Coronia con il suo fantastico Giardino Botanico.

Dal lato est dell’Isola è anche possibile prendere il traghetto per visitare la Grotta Azzurra.

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Dopo un ottimo spuntino a base di arancini e panelle in uno dei simpatici bar dell’isola abbiamo preso la funicolare, per accedere cuore di Taormina.

Prima tappa il Teatro Antico, bellissimo nella sua roccia cavea. E’ di origine greca e ha subito nel tempo diverse ristrutturazioni. Ma qui lo spettacolo è il teatro stesso, e la sua posizione privilegiata. Dagli spalti superiori infatti è possibile godere di uno stupendo panorama da una parte sul golfo di Taormina e dall’altra sull’Etna.

https://aditusculture.com/biglietti/sicilia/taormina/teatro-antico-di-taormina#

Il resto della giornata lo abbiamo dedicato a gironzolare per le viuzze, fare un po’ di shopping in Via Umberto I e assaggiare prodotti tipici siciliani.  Perché Taormina è sicuramente da visitare, ma anche da vivere. 

Nel tardo pomeriggio poi siamo ripartiti per Catania, dove abbiamo pernottato visto che avevamo il volo la mattina successiva.

Giusto il tempo per una gustosissima cena a Catania presso il Gambero Pazzo, un ristorante con cucina tipica siciliana, atmosfera soft, su una bella terrazza fra alberi di cedro, in una romantica Catania by night.

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