Trieste e il Collio: i piatti tipici, cosa mangiare a Trieste
Se decidete di visitare Trieste abbandonate ogni proposito di dieta. Preparatevi ad affrontare un sano e robusto senso di colpa e rassegnatevi a gustare il “buffet“, non si può dire di aver vissuto la città se non si è assaporato il misto di caldaia ![]()
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Si tratta di un succolento misto di carni di maiale, nel dettaglio: la lingua, la porcina ( coppa o spalla ) cotechino, la vienna ( wurstel ), pancetta, carrè e il cragno ( tipica salsiccia del Carso, poco invitante da sentire ma molto buona da gustare ) che resta a bollire in un grande pentolone nel bancone in bellavista.
Il tutto accompagnato con senape e con il kren, il rafano, purè di patate e crauti.
Il buffet per eccellenza si gusta “da Pepi” dal 1897 è quello che meglio racconta lo spirito di questa antica tradizione culinaria.
Ma vi segnalo anche una validissima alternativa, “da Siora Rosa”, piatti di cucina triestina dai primi anni venti, il più antico ristorante dell’affollata Via Torino.


Ma Trieste è anche città di mare, e non si può partire senza aver assaggiato gli spaghetti allo scoglio rosso, i sardoni in savor ( alici fritte condite con salsa di cipolle e aceto), o il merluzzo all’istriana, con patate capperi e acciughe tritate.
Dove gustare un ottimo menu di mare a Trieste: “alla Voliga”, decisamente fuori dagli itinerari turistici, locale di qualità con cucina rigorosamente di mare, molto amati dai triestini.
Fra i dolci segnali in particolare la putizza , dolce tipico a forma di ciambella di origine slovena, ma molto diffuso a Trieste e nel Collio. La putizza ha un ripieno di miele, noci, cannella e uvetta nella sua forma più tradizionale, ma ci sono circa 80 diversi tipi di ripieno con cui poter variare la ricetta.
Fra le tante pasticcerie di Trieste vi consiglio Zenzero e cannella (straordinario…ordinate un té e vi consigliano i dolci che più si addicono al té scelto ) , e Lettera Viva, dove troverete una vasta scelta di dolci distesa su due tavoli centrali ( anche senza glutine )
Le "osmize"
Le “ozmise” sono una peculiarità di Trieste e del Carso, e hanno radici nell’epoca asburgica.
“Andar per frasche o andar per ozmise” si riferisce proprio alla ricerca di questi angoli di paradiso nella campagna friulana, dove si mangia e si beve solo il prodotto dell’azienda agricola.


Si riconoscono per le tipiche frasche di edera appese all’entrata, si mangia su tavoli di legno spartani e si beve il vino prodotto in loco.
Dalle più semplici alle più famose, il prodotto è sempre ottimo.
Non sono ristoranti, quindi molte hanno aperture stagionali, pertanto vi consiglio di consultare il sito http://www.osmize.com .
Visto il mio amore per i vini mi sento di segnalarvi le osmize che oggi sono anche aziende agricole produttrici di vini tipici del Carso.
- Azienda agricola Zidarich, con la sua cantina scavata di 20 metri, produce un vino naturale, con la particolarità di vinificazione nei tini di pietra.
- Osmiza Gruden: d’estate un bellissimo pozzo attorno al quale mangiare i salumi autoprodotti e d’inverno un enorme camino che ci accoglie nella sala in pietra carsica. Specialità della casa salame carsico. Vini migliori: Vitovska e Terrano.
- Azienda Agricola Skerk, osmiza tutta legno e pietra a vista per una delle aziende produttrici di vino in modo naturale di livello internazionale. Ottimi affettati, tra cui la pancetta cruda e l’ombolo con rucola. Ovviamente il tutto accompagnato da ottimi Terrano o Vitovska.
