Visitare la Sicilia Occidentale: itinerario di una settimana

Visitare la Sicilia Occidentale

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Si avvicina l’estate ed è tempo di vacanza, e per questo voglio condividere con voi un viaggio stupendo, che mi scalda il cuore ogni volta che ci penso. Oggi voglio invitarvi a visitare la Sicilia Occidentale, un  itinerario di circa una settimana, e darvi suggerimenti per scoprire questa terra stupenda, sempre diversa e viva, piena di sorprese e custode delle tradizioni. 

Potrete godere di meravigliosi panorami, di profumi intensi, di borghi arroccati sui colli, di indimenticabili tramonti e…straordinari sapori! 

Marsala e i suoi tesori

Io e Dav abbiamo deciso di prendere come base del nostro tour proprio Marsala. Ha una posizione perfetta per la visita dei dintorni, non troppo grande per non perdersi nel traffico, ma con accoglienti tramonti di brezza marina alla sera al rientro e ricca di strutture ricettive, ristoranti, bar e bistrot.

Ma dove si trova Marsala? E’ situata a soli 16 chilometri a sud di Trapani aeroporto e quindi facilmente raggiungibile in auto. 

Per godervi i dintorni vi consiglio di noleggiare un’auto in aeroporto o in centro. 

Ma questa città ricca della nostra storia rivela anche autentici tesori, che la caratterizzano e la rendono unica…

Marsala: il centro storico

Questa cittadina mi ha sorpreso anche per il suo centro storico: curatissimo e ben valorizzato. Vi dico subito che vale la pena dedicare una giornata alla visita, anche perché sedersi a un caffè o gustarsi con calma una granita o un gelato fa parte della sua eleganza e del suo buon vivere.

 

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Il centro storico è in continuo restauro. Durante la seconda guerra mondiale gran parte del nucleo medievale è andato distrutto. Ma non mancano elementi interessanti di visita, primo fra tutti il Duomo. Costruito nella prima metà del ‘600 sui resti di un’antica chiesa normanna, la Chiesa Madre ( come viene chiamata ) è stata più volte ricostruita. Oggi presenta una bella facciata in stile barocco. Merita la visita anche l’interno, che riporta tele del  ‘600-‘700 e sculture interessanti e a mio avviso una notevole architettura. Proprio dietro al duomo non vi perdete il Museo degli Arazzi Fiamminghi: anche se non siete amanti del genere vi consiglio comunque la visita, sono 8 arazzi fiamminghi del sedicesimo secolo, e hanno una freschezza fantastica! Sembra che siano stati tessuti il giorno prima! Attenzione agli orari: spesso è aperto solo la mattina dalle 9.00-13.00.

Notevole anche il Museo Archeologico, ospitato nel baglio Anselmi, un antico stabilimento vinicolo. Il pezzo più significativo è il relitto di una nave punica, ritrovato nei pressi di Motia, magistralmente ricostruito e messo in mostra in tutta la sua forza storica. Altro elemento di pregio è senza dubbio la Venere Callipigia, in aggiunta a una fornita collezione di anfore di varia grandezza di epoca greco romana.

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Porta Garibaldi

Ma qui si è fatta la storia: proprio a Marsala sbarcarono i Mille di Garibaldi, che furono determinanti per l’Unità d’Italia. Porta Garibaldi rappresenta proprio questo cruciale momento storico, e si apre come un invito sulla Piazza del Mercato. Ogni mattina qui si tiene un antico mercato del pesce, coloratissimo, vivacissimo e rumorosissimo! Alla sera i chioschi intorno si trasformano in bar per aperitivi e luoghi di incontro.

Le Saline e Motia: alla scoperta della Riserva naturale dello Stagnone

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A circa dieci chilometri da Marsala sulla SP21 direzione Trapani, si apre uno scenario unico: all’interno della Riserva dello Stagnone si percorre la strada fra specchi di acqua e montagnette di sale coperte di tegole: sono le Saline Ettore e Infersa, prima tappa del nostro secondo giorno di visita. Da qui però abbiamo deciso di imbarcarci per Isola di Motia ( qui il link per orari imbarcadero ),  dove abbiamo trascorso la mattinata.

Motia ha origini antichissime, antica colonia cartaginese,  fondata però addirittura dai fenici, ha conosciuto un passato di grande sviluppo. Città fortificata per la sua importanza, fu conquistata da Dionisio, che la distrusse totalmente, e gli abitanti superstiti si rifugiarono sulla terraferma e fondarono Marsala.

L’accesso all’isola costa oggi 9€ / pax. Non ci sono luoghi di ristoro, quindi portatevi bevande o cibo se intendete passarsi diverso tempo.

Ancora oggi visibili i resti delle mura e per i reperti storici visitate il Museo Whitaker ( entrata compresa nel costo accesso all’isola ). 

Dopo aver visitato il museo iniziate quindi il percorso di visita nell’area archeologica. 

Il fascino di quest’isola sta anche nella sua posizione, nei suoi paesaggi mediterranei e nei suoi silenzi interrotti solo dal suono delle cicale. Incontrate quindi sul tragitto per prima la Casa dei Mosaici, resti di una costruzione greca; poi ci fermiamo al Kothon, bacino artificiale scavato nella roccia; a nord poi troviamo il Tofet , area sacra adibita a sacrifici animali, e i resti di una necropoli a cielo aperto del VIII sec. a.c.

 

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Ritornati sulla terraferma ci siamo fermati a pranzo per una sosta al Caffè Delia a pochi passi dall’imbarco, ottimo per un pranzo veloce.

Un caffè e via! dedichiamo il pomeriggio alle Saline.

Si possono visitare il mercoledì e il sabato e camminare fra gli specchi d’acqua è un’esperienza stupenda! Qui si produce sale di altissima qualità e i mulini che impreziosiscono il paesaggio sono in parte ancora funzionanti. Da visitare il Museo del Sale, allestito all’interno del mulino più grande. Esperienza unica: camminare fra i canali e i mulini, giocare con il sale ..il tutto con un piacevolissimo vento nei capelli. Trascorrete il vostro tempo con calma, magari il pomeriggio intero  e godetevi il paesaggio.  

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Verso sera poi non perdetevi lo spettacolo delle saline al tramonto con aperitivo dal Bar con dehor, immagini che vi resteranno impresse nella memoria!

Visita alle antiche cantine Florio

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Non vi fate assolutamente mancare una visita guidata con degustazione alle Cantine Florio ( qui link per dettaglio prenotazioni). 

Nel 1834 nacque la cantina dei Florio, il cosiddetto “Baglio”. Il dolce vino tanto famoso in tutto il mondo ha reso i produttori i primi imprenditori siciliani dell’età moderna.

Da circa 200 anni la famiglia Florio rappresenta un’assoluta eccellenza nel settore.

Molto interessante la visita guidata, anche per chi, come me, non ha grande conoscenza di vini, e altrettanto allettante la degustazione finale!

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Dove mangiare e dove dormire a Marsala

Marsala ha una notevole varietà di strutture ricettive. Noi abbiamo scelto un resort un po’ fuori centro, dall’aspetto curato ma informale, gestito da giovani proprietari, con piscina e parcheggio privato: 

–Resort Il Signorino (https://www.signorinoresort.it/) : abbiamo optato per la scelta del monolocale, in quanto siamo rimasti qui più di una settimana ed è stato perfetto: silenzioso, comodo, pulito, accoglienza eccezionale. Ottimo rapporto qualità/prezzo. Straconsigliato!

– Se non siete provvisti di mezzo proprio però non è sicuramente una buona scelta. In tal caso vi consiglio in centro B&B Controvento, proprio vicino alla stazione, arredamento molto particolare, ottima colazione, terrazza panoramica! Davvero un ottima alternativa..

-Per un pranzo veloce Marsala vi offre una varietà incredibile di panetterie, pizzerie al taglio e ottimo slow food da asporto: consiglio ” Il Paninazzo” vicino al mercato del pesce: arancini, lasagne, pesce impanato da prendere e portarsi in giro per un ottimo pranzo on the road.

E per la sera? niente paura, come sempre la terra di Sicilia non ci delude mai: ottimi ristoranti ( anche di pesce ) con prezzo assolutamente accettabili, considerante anche il fatto che le, come sempre, le porzioni qui sono spesso pantagrueliche…

Per nostra esperienza diretta consigliamo :

– Osteria il Gallo e l’Innamorata, ambiente caldo e accogliente, cucina genuina con prodotti freschi del mercato, piatti anche originali , buon servizio

–Trattoria da Pino : trattoria casalinga, sapore antico, vongole e ricci di mare! menu  a voce dal proprietario quando prende l’ordine: si cucina solo quello che c’è di fresco in giornata!

E poi ragazzi gelaterie, pasticcerie, bar per aperitivi: tutti ottimi! In Sicilia l’enogastronomia è parte integrante della vacanza!😁🍽😜💖🍨

 

 

Visitare trapani e dintorni

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Una striscia di terra che si allunga lungo le isole Egadi, stretta fra mare e montagna: questa è Trapani. 

La sua posizione è fantastica:

– porto di imbarco per le Egadi ( qui info )

– bus per Erice, Sagesta, Marsala, San Vito lo Capo.

Pur non essendo particolarmente famosa, vi assicuro che vale la pena fare un giro nel  suo centro storico, con bei palazzi e chiese barocche che si susseguono, alcune custodiscono autentici tesori.

Io e Dav gli abbiamo dedicato la mattinata del terzo giorno di tour. 

Trapani: il Centro Storico, cosa vedere

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Il centro storico si visita benissimo a piedi, una passeggiata fra i bei negozi e gli edifici barocchi è davvero molto piacevole. Lasciate quindi l’auto nel grande parcheggio di Piazza Vittorio Emanuele e da qui raggiungerete in pochi passi la città vecchia. Via Garibaldi è l’asse della parte antica, da cui si deragliano una miriade di piazzette e viuzze.

Non vi perdete la cattedrale di S. Lorenzo,  costruita nel 1400 e ristrutturata più volte fino all’attuale aspetto barocco. Vi consiglio di entrare, perché da fuori non si immagina che dentro nasconda 3 navate e alcuni capolavori affrescati, come il Cristo Morto e la Crocifissione.

Vi segnalo anche la Piazza del Mercato del Pesce, con le sue arcate in cui spesso si tengono concerti.

Un po’ fuori dal centro non vi perdete il Museo Pepoli ospitato in un Convento di Carmelitane del XIV secolo. Questo museo custodisce magnifici affreschi italiani e fiamminghi. A fianco del museo la originale Basilica della Santa Maria Annunziata, patrona di Trapani: qui c’è grande misticismo, grande fede, e si nota l’amore dei fedeli attorno alla statua  della  Santa patrona dei marinai. La Cappella della Madonna è riccamente adornata, con ori , argenti e marmi intarsiati. 

 

Dove mangiare qualcosa a Trapani

Se si è fatta oramai ora di pranzo abbiamo a Trapani numerose opzioni da valutare, dal pranzo veloce alla trattoria. 

  • Pranzo veloce sicuramente al “Pollero” ottima friggitoria mordi e fuggi , non vi perdete le arancine melanzane e scaglie!
  • Per un gelato vi consiglio Gelateria da Gino : attenzione, non chiedete il numero di palline, come si fa in toscana…qui ci tocca un bel mezzo chilo di gelato con brioche e zitti e muti😁🍨💖! 
  • Se invece avete voglia di fermarvi e gustare i piatti tipici di una trattoria autentica vi consiglio Trattoria Antichi Sapori, piatti della tradizione come pesto di mandorla e cous cous di mare.

I dintorni di Trapani: alla scoperta di Erice

Visitare al Sicilia Occidentale

Non era una bellissima giornata, ma quando la nebbia riusciva a diradarsi, su per la via che da Trapani si attorciglia sulla collina, si aprivano dei panorami fantastici. E, subito prima di arrivare, ci ha accolto nella nebbia la sagoma del Castello di Erice. 

Situata a 800 metri di altezza il borgo di Erice è raggiungibile oggi anche con la  funivia che parte da Trapani ( Via Capua ), ma la vista che si apre percorrendo i tornanti e le salite della strada,  incanta i viaggiatori fin dal ‘700.

Questa è una Sicilia diversa: avvolta nella nebbia e nel silenzio, pacata, tranquilla. Il borgo ha origini molto antiche, e decisamente a pianta medievale. Io e Dav abbiamo dedicato qualche ora a camminare fra le viuzze acciottolate e i cortiletti con loggiati fioriti .

 

 

 

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Appena entrati da Porta Trapani, visitate il Duomo, con campanile indipendente, detta Torre di Re Federico. La cattedrale è di stile gotico, con un bel rosone la particolarità del doppio transetto. Da vedere anche la Chiesa di San Giuliano con il suo bel campanile barocco. 

Proseguendo poi si arriva sul punto più alto e panoramico della città, dove trovate le rovine del Tempio di Venere ( antico luogo di culto dedicato alla fecondità e all’amore )  e  i torrioni del  Castello, lo stesso che ci ha accolto nella nebbia all’arrivo.

 

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Finito il giro di visita non vi perdete una sosta in una delle pasticcerie del borgo, specializzate nella produzione di deliziosi dolcetti alla crema o alla ricotta , chiamati “genovesi”. La più famosa è la pasticceria Grammatico: lasciatevi inebriare dalla scioglievolezza della pasta frolla, dal sapore vellutato della crema e dai profumi che escono dal quel patrimonio di pasticceria! Ottimo modo per salutare Erice e ricordarsela per sempre!😁😉😋

Segesta e dintorni: alla scoperta del sito archeologico fra le colline

segesta teatro romano

Ed eccoci al quarto giorno di tour, che abbiamo deciso di dedicare al sito archeologico di Segesta, magnifico, anche per la stupenda posizione, nel contesto bucolico delle colline che si estendono fino al mare.

Arrivate a Segesta e lasciate l’auto nel grande parcheggio. Vi consiglio la visita di mattina, perché la luce di solito è bellissima. Noi non siamo stati fortunati, il tempo non era per niente bello, ma ce lo siamo goduti comunque. Per il tempio dovete seguire il cordonato.  Per raggiungere la collina verso l’acropoli e il teatro si può prendere invece la navetta ( a pagamento ), in alternativa si sale a piedi per circa un chilometro e mezzo.

Il tempio dorico

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tempio dorico

Questo bellissimo tempio, ben conservato , in puro stile dorico, presenta una peculiarità: le 36 colonne sono prive di scanalature, che ci fa pensare che fosse incompiuto. Manca inoltre la cella, ovvero la sala centrale dove si tenevano le celebrazioni del culto. Costruito nel V secolo a.C. da popolazione autoctona ma di cultura ellenica.

L’antica città di Segesta ha un passato glorioso, ma una serie di terremoti la distrussero completamente.

 

 

L' acropoli e il teatro romano

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teatro romano

E la visita continua, si sale sulla collina con il bus navetta e si raggiunge la sommità del monte Barbaro, 400 metri di altezza, dove si apre l’acropoli e il teatro romano.

Da quassù la vista sulla vallata circostante  è formidabile, e l’orientamento del teatro stesso verso nord ( invece che a sud come in uso ) sembra rendere omaggio al panorama. La caratteristica peculiare è la sua struttura a metà fra lo stile greco, che sfrutta la naturale pendenza del terreno e quello romano, che invece di solito costruisce fuori terra. 

Il teatro viene utilizzato ancora oggi, cosi come quello di Taormina, per eventi e spettacoli, in una cornice assolutamente unica e particolare.

 

 

I dintorni di Segesta

Finita la visita al parco a dire il vero non ci sono motivi per prolungare la sosta. Visto che si era oramai fatta l’ora di pranzo e non era una bella giornata, io e Dav abbiamo optato per visitare la vicina Castellammare del Golfo, ci siamo fermati in una delle numerose trattorie del centro, che consiglio vivamente ( ma qui c’è l’imbarazzo della scelta ): 

  • Egesta Mare : alta qualità, prezzi accettabili, ottimo il cous cous così come il pescato del giorno.

Dopo pranzo un giro nella città verso il Castello Arabo Normanno, che è collegato alla terraferma con solo dal ponte levatoio. Costruito dagli arabi nel decimo secolo, fu poi ampliato dai normanni. Continuando la passeggiata nel centro ci si imbatte nella Chiesa del Purgatorio, trecentesca e con interessanti dipinto all’interno del 600. A mio avviso molto bella la Chiesa Madre, in piazza Matrice, che si erge a 25 metri dal livello del mare, in stile barocco, ricchissima di statue e affreschi di ottimo livello. Da visitare!😁

In alternativa alla visita, se avete la fortuna di capitare da queste parte in una bella giornata di sole, potete trascorrere il pomeriggio sulle belle spiagge di Castellammare.

Curiosità: altra soluzione, molto originale, per continuare la giornata sono di sicuro le Terme Segestiane, a pochi chilometri dal sito. La zona è ricca di acque sulfuree, e potete approfittare di un bel bagno caldo nel fiume o nella comoda piscina all’aperto.

Visitare le isole Egadi: cosa vedere a Favignana & Co.

E’ sicuramente un’ottima idea dedicare almeno un giorno di tour alla visita delle Isole Egadi.  Ad appena un’ora di aliscafo da Trapani , queste Isole entrano nella storia nel 241 aC.: qui le legioni romane sconfiggono quelle cartaginesi, ponendo fine alla prima guerra punica. Oggi le Egadi, oltre che vivere di pesca, sono orientate verso il turismo. Come tre sorelle sono legate ma molto diverse fra loro, ognuna con il proprio fascino da scoprire.

Una giornata a Favignana: cosa fare e cosa vedere

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Noi abbiamo deciso di trascorrere una giornata nell’Isola più grande e più famosa: Favignana. 

Siamo partiti con aliscafo da Marsala, ma ovvio potete imbarcarvi anche da Trapani ( potete anche prendere il traghetto, ma serve più tempo ). I biglietti sono acquistabili anche direttamente sulle banchine di attracco.

Favignana prende il nome da “favonio”, lo zefiro, il vento caldo che la accompagna in ogni ora del giorno. Un consiglio: noleggiate le bici al porto appena sbarcati e fatevi un giro dell’isola che è quasi tutta pianeggiante, e cercate calette incontaminate dove prendere il sole e fare un bagno ( attenzione, le acque non sono caldissime  😉)

La più bella cala è la Cala Rossa, qui gli scogli sono scavati e squadrati, il fondo di sabbia bianca e il mare è turchese. Più avanti troverete anche Cala del Bue Marino , Cala Azzurra e Lido Burrone.

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Ma il tratto di costa davanti all’isolotto del Previto nella parte occidentale e meno edificata, è  meravigliosa, ricca di splendidi scorci e spazi per prendere il sole in relax, senza troppo affollamento.

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La parte orientale dell’ isola ha coste basse e regolari, e si possono visitare le vecchie cave di tufo, che una volta erano protagoniste di una notevole attività estrattiva. Qui vicino si estende il borgo, e prima di riprendere l’aliscafo per il ritorno è sicuramente un’ottima idea fare una passeggiata e prendersi un aperitivo vista mare in uno dei bei bar del centro storico.  

A questo proposito vi segnalo quindi dove alcune informazioni utili su dove mangiare qualcosa o prendere un aperitivo:

– Tuna fish city, proprio davanti all’imbarcadero, per un pranzo veloce o panino,

–Ice cream Favignana, per coccolarsi con un ottimo gelato

–Magneva, ottima location vista mare con buonissimi cocktails e musica dal vivo

–Quello che c’è c’è …ristorantemediterraneo – se intendete pernottare e quindi fermarmi per cena: ottimi piatti a base di pesce freschissimo, cucina a vista e tavoli all’aperto.

 

Le sorelle minori: Visitare Levanzo e Marettimo

Se avete più giorni a disposizione vi consiglio di dedicarne un paio alla scoperta delle altre due isole: Levanzo e Marettimo. 

Vi metto qui qualche suggerimento su cosa fare e cosa vedere, per stuzzicare la vostra curiosità!😁😉😜.

La prima caratteristica che le accomuna è di essere molto più piccole rispetto a Favignana e quindi sono totalmente pedonali. I pescatori si sono trasformati in veri taxisti e accompagnatori turistici. Meno frequentate rispetto alla sorella maggiore, perchè presentano meno strutture ricettive e maggiore distanza dalla terraferma, regalano, proprio per questo una magnifica esperienza a contatto con una natura incontaminata.

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Levanzo è la più piccola e la più intima. Con le sue casette e azzurre e il mare cristallino vi stupirà per la sua bellezza. Dedicatele almeno una giornata, non ve ne pentirete.

Ci sono due belle passeggiate da fare in circa 20 minuti dal paese:

  • una verso il Faraglione e una bella spiaggetta di ciottoli dove rilassarsi e fare un bagno.
  • una verso Cala Minnola , un insenatura con vista verso Erice e una bellissima pineta dove sostare e fare pic nic.

Per i più attivi segnalo che ci sono parecchie escursioni trekking da fare, per un tempo totale massimo di 3 ore andata e ritorno. Per informazioni dettagliate potete consultare il sito ufficiale.

Sullo stesso sito troverete poi le indicazioni per visitare la Grotta del Genovese, accessibile via mare o via terra con fuoristrada, grotta preistorica con pitture rupestri del Paleolitico e Neolitico.

 

 

Marettimo è invece la sorella più lontana, più schiva e incontaminata, e la più autentica. Non ci sono strade. Le calette da sogno dobbiamo meritarcele e le bellissime grotte sono raggiungibili solo via mare.

Anche qui potete sbizzarrirvi nel trekking e godervi dei meravigliosi paesaggi. 

Per informazioni dettagliate su escursioni a piedi e in barca vi indico il sito ufficiale.

Verso la Riserva naturale dello Zingaro: una giornata fra trekking e mare

Ecco, questa è una di quelle giornate che mi sono rimaste nel cuore. Non ci si dimentica del meraviglioso vento e sole siciliano, il mare cristallino, le baie azzurre e incastonate nelle gole. Un meraviglioso modo di scaldarsi l’anima.

Per non parlare poi del vicino borgo di Scopello, un gioiello che apre le porte a questo paradiso.

E’ un pezzo della nostra Italia, uno dei più belli che ho visto.

Visita a Scopello: il borgo e la tonnara

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E’ il sesto giorno di tour e ci siamo alzati prestissimo. Dopo una succulenta colazione siciliana lasciamo Marsala e ci dirigiamo verso Scopello.

Arrivati nel piccolo borgo restiamo subito affascinati dalla sua atmosfera autentica: case d pastori e contadini, qualche stradina una piazza e un magnifico baglio settecentesco a fare da controllore. Attorno al baglio negozietti di artigianato locale, due bar e un ristorante. Intorno e davanti i Faraglioni che si stagliano dal mare. Bellissimo. Decidiamo di acquistare qui il necessario per il pranzo che ci porteremo nella Riserva dello Zingaro: poteva mancare il pane cunzatu??? pane cotto a legna condito con olio d’oliva, acciughe, origano, pomodoro e caciocavallo: una meraviglia di gusto!

Non ideale per il trekking ma la nostra curiosità culinaria ha avuto la meglio!😋🍽😎

 

 

 

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Sotto il paese, lungo la strada che porta alla Riserva dello Zingaro c’è la Tonnara di Scopello: l’antica costruzione adibita alla pesca del tonno. Questa baia bellissima, vicino ai Faraglioni e sotto due torri fortificate è oggi proprietà privata, ma è visitabile e si può soggiornare, con possibilità di balneazione.

Dopo un paio di foto alle vecchie ancore e sciabiche, siamo ripartiti alla volta della  Riserva dello Zingaro, che dista da qui solo 5 chilometri.

 

La Riserva Naturale dello Zingaro

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Arrivati al parcheggio già eravamo inebriati dal profumo mare…Sapete quel profumo di pini e di salmastro  pungente e leggero che vi solletica il naso quando il mare incontra la natura incontaminata. Ecco, quello! Per non parlare dell’acqua di un blu così intenso da togliere il fiato.

Ma veniamo ai dettagli pratici: si paga un’entrata ed è compreso il parcheggio.

Noi siamo arrivati dal Scopello, ma c’è anche un secondo acceso da S. Vito lo Capo. Nella riserva sono stati recuperati metodi agricoli semplici e un tempo passato e siamo tornati a tagliare l’erba con la falce.

Attenzione: portatevi il necessario per un pranzo al sacco e acqua perché all’interno della riserva non ci sono strutture di servizio.

A dieci minuti dall’ ingresso trovate comunque un’area pic nic in una splendida posizione panoramica.

 

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Qui si possono fare delle bellissime escursioni trekking fino a 5 ore andata e ritorno, ci sono diversi sentieri, per dettagli vi consiglio di visitare il sito ufficiale. Lungo i percorsi troverete una ricca flora e fauna e luoghi ancora selvaggi e incontaminati.

 

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Oppure potete percorrere il sentiero principale lungo costa, godervi tutta la meraviglia di scorci unici su baie incastonate nella roccia. E magari, come abbiamo fatto noi scendere in una caletta e trascorrere il resto della giornata in relax.

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Non ve lo perdete! Questo è un autentico paradiso!🤩🤗👏🔝

San Vito lo Capo e il Festival Internazionale del cous cous

Io e Dav abbiamo dedicato l’ultimo giorno di tour a San Vito lo Capo, una frizzante cittadina all’estremità settentrionale del promontorio che chiude il golfo di Castellammare.

Animatissima d’estate e deserta d’inverno secondo me in Settembre è spettacolare.

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L’impronta del paese è ancora oggi arabeggiante: case basse e squadrate, intonaco bianco, cortili interni, profumo di gelsomino e colorate ed enormi Bouganvillee attorno alle porte. Il Santuario, la chiesta di San Vito è il monumento più antico. 

La strada principale, Via Savoia, ricca di bar e ristoranti, è spesso affollata, soprattutto nei week end.

 

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Ma S. Vito è famosa soprattutto per il suo mare cristallino e le sue spiagge bianchissime e fini: un paradiso che a settembre è davvero godibile.

In alta stagione la lunga spiaggia è molto affollata, come altre spiagge italiane, ma la qualità del paesaggio non cambia.

Il mio consiglio:

-passate la giornata al mare in uno degli stabilimenti sulla costa e fate il pieno di bellezza

-portatevi un cambio e il necessario per una doccia 

-prima serata aperitivo e giro in centro 

-se capitate a Settembre come noi, per la cena c’è una bellissima sorpresa: Il Cous Cous Fest!!!🤗👏🔝

Il Festival Internazionale del Cous cous

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Il Festival del Cous Cous è una manifestazione gastronomica internazionale e famosissima che ogni anno si tiene a fine settembre a chiusura della stagione estiva. Tutti gli stands concorrono per vincere la palma del miglior cous cous, e molti sono i cuochi africani che inebriano le vie di profumi esotici. Il cous cous trapanese è a base di pesce, quello africano spesso a base di carni e verdure. Ovunque spettacoli e colori: è una festa bellissima. Ci siamo divertiti moltissimo e quel cous cous al montone e dattero dello stand del Ghana ancora ce lo sogniamo! Meraviglioso modo di terminare la vacanza e per farsi lasciar dentro una gran voglia di ritornare!

 

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Che aspettate quindi???

Fate i bagagli e partite! ✈😂😉 e per qualsiasi consiglio o dubbio contattatemi! Sarò bel felice di rispondere alle vostre domande! 😘

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